«Scherziamo sui due ladroni ma non siamo anticlericali»

MilanoCi sono ruoli che se ne stanno lì, da sempre, e sembrano chiamarti da lontano. Passa il tempo, e il pensiero ci cade appresso. Poi, semplicemente, gli cedi. Così è successo alle Iene Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu per i due ladroni, coppia biblica che forse ha avuto dal destino un copione un po’ striminzito (un paio di battute evangeliche e via) ma che ancora oggi è sulla bocca di tutti. Della serie: minimo sforzo, massimo risultato. Luca e Paolo ai due ladroni di cui sopra allungano, e di tanto, il ruolo: li schiodano momentaneamente dalla croce, e li trasformano in una coppia ironica capace di parlare della vita e della morte. Proprio così, anche della morte, il tema guastafeste per eccellenza in questo contemporaneo immolato al «qui e ora». Per chi dubitasse della sfida lanciata dai due attori e showman, basti la lunga serie di repliche in giro per l’Italia de La Passione secondo Luca e Paolo, testo scritto dai due insieme a Michele Serra, in arrivo al Teatro Nuovo di Milano da dopodomani al 31 gennaio. La cornice è presto detta: i due ladroni attendono sul Golgota l’arrivo di Gesù, e intanto dicono la loro. Dalla tv - dove spopolano come Iene e come impiegati cinici a Camera Cafè - al teatro il passaggio per Luca e Paolo non è di quelli scontati. Ma è sentito, e a lungo inseguito.
Dalla tv al palcoscenico, la prima impresa è stata trovare il tempo di farlo. In tv lavorate come matti. Com’è nata l’idea?
Paolo: «Da tempo volevamo tornare in teatro, dove comunque siamo nati. Ci voleva solo il testo giusto, per evitare di traslare banalmente i nostri personaggi tv sul palco».
Luca: «L’operazione ci sembra riuscita: avevamo infatti due idee un po’ complicate, tirare in ballo i due ladroni e parlare della morte».
Un argomento coraggioso: non attirerà tanta gente in sala, o no?
Paolo: «E invece non è così, il pubblico ha reagito bene. Soprattutto i giovani».
Luca: «Parlare della morte significa per lo più parlare della paura per essa. E noi in un certo senso esorcizziamo questa paura. Ipotizziamo il dopo».
È un pensiero che vi ossessiona?
Luca: «Io ci penso spesso. Paolo è fortunato: è diventato padre e così si è assicurato l’immortalità».
Paolo: «Dopo il matrimonio e la paternità ci penso di più. Mi sento più responsabile e quindi forse la temo di più».
Il testo viene dalla collaborazione tra voi e Michele Serra, tre laici fatti e sputati. Non avete temuto che un tema così profondo toccasse la sensibilità religiosa del pubblico? In fondo la gente vi conosce come una coppia dalla lingua affilata, che non le manda a dire...
Luca: «Siamo stati molto rispettosi, e soprattutto abbiamo evitato di fare del facile anticlericalismo, che a volte è semplice da buttar giù. I due ladroni hanno nel mirino gli uomini, non Dio né i vari credi. Per dirne una: una sera un gruppo di Comunione e Liberazione tra il pubblico è venuto a chiederci di portare lo spettacolo al Meeting di Rimini».
Paolo: «Qualche sera ci è capitato di percepire un’iniziale timore, da parte del pubblico degli abbonati, di essere preso in contropiede. Poi la diffidenza si è trasformata in piacere».
Chi è più superstizioso dei due?
Paolo: «Luca, senza dubbio».
Luca: «Nessuno dei due, penso. Anche se qualche cabala prima di entrare in scena l’abbiamo, ma la tengo segreta. Piuttosto, entrambi facciamo riscaldamento. Io in camerino salto la corda».
Chi è il più pigro ad accettare un lavoro?
Paolo: «Io»
Luca: «Paolo».
Meglio interpretare il film della vita o continuare da star in tv?
Paolo: «Per il momento col cinema si va coi piedi di piombo. Vorremmo produrci una cosa da noi, ma il mercato oggi sconsiglia rischi».
Luca: «Fare il film della vita in Italia è difficile. Quindi dico tv».
Mai a Zelig o a Colorado: vero o falso?
Paolo: «Falso»
Luca: «Nessuna preclusione per entrambi. Nella brutta tv di oggi loro non sono certo il problema, anzi».
Meglio un giorno da Iena che cento da Bagaglino?
Paolo: «No comment».
Luca: «Io direi anche meglio che diecimila da Bagaglino»
Se la vostra collega Iena Ilary Blasi dovesse lasciare Totti per uno di voi due, chi sceglierebbe?
Paolo: «Soffrirebbe nella scelta e direbbe: tutti e due».
Luca: «Nessuno dei due avrebbe la minima chance. Ma se io l’avessi, la risposta rimarrebbe sempre questa».
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