Ha lasciato la combinata nordica, che unisce sci di fondo e salto con gli sci, ha cambiato vita sportiva e ora vola soltanto. Non per capriccio, ma per inseguire un sogno che rischiava di esserle negato. Annika Sieff, 22enne trentina di Cavalese, racconta, senza filtri, perché il CIO l’ha messa con le spalle al muro.
La combinata nordica femminile è fuori dal programma olimpico 2026. Una ferita aperta.
«È stata una brutta notizia per tutte. La combinata è l’unico sport olimpico rimasto solo maschile. Fa male, soprattutto perché noi abbiamo dimostrato di valere».
Il CIO parla di scarsa diffusione e di “soliti Paesi” vincenti. Ha ragione?
«Germania, Norvegia e Austria hanno più soldi e strutture, è vero. Ma se non ci fai entrare alle Olimpiadi, come può crescere la disciplina? È un controsenso».
Da qui la sua scelta drastica: lasciare la combinata e passare al salto con gli sci.
«È come se fossi stata obbligata. Le Olimpiadi in casa capitano una volta nella vita. Aspettare sette-otto anni, senza certezze, non era un’opzione».
Due titoli mondiali juniores, le prime gare in Coppa del Mondo e poi l’addio: quanto è stato difficile?
«Tantissimo. Ho pianto. Lasci la tua squadra, le tue avversarie, una parte di te. Ma ho dovuto separare il cuore dal futuro».
Arriva alla gara di oggi (18.45 il primo salto, alle 20 il secondo) che assegnerà , le medaglie da migliore azzurra in prova.
Com’è stato l’avvicinamento?
«Gareggiare a 20 minuti da casa ha dell’incredibile, sono soddisfatta dei miei salti in prova. L’obiettivo è entrare nella top ten».
Il salto... Più paura o più adrenalina?
«Se pensi, sei finita. Devi svuotare la mente e fidarti del lavoro fatto. È questo il segreto».
In Italia gli impianti sono pochi. Un altro limite?
«Sì. In Slovenia o Norvegia è come lo sci alpino da noi: trampolini ovunque e centinaia di bambini. Noi dobbiamo rincorrere».
Guardando avanti, cosa si aspetta davvero?
«Di giocarmi le mie carte fino in fondo. Se volo, voglio farlo sul serio».
E la combinata? È un addio o un arrivederci?
«Spero un arrivederci. Nel profondo ci credo ancora. Ma ora devo volare».
Annika ha scelto. Non aveva alternative. Milano-Cortina passa anche da qui: da una ragazza che ha cambiato disciplina per non farsi togliere un sogno.