Sei concorrenti, tre cadute. Non bisognava gareggiare. Per diverse ragioni. Almeno tre, quante, appunto, le atlete che ieri, sulla neve di Crans Montana hanno rischiato grosso. Primo: non c'erano né la visibilità né le condizioni adatte per via della nebbia e della fitta nevicata che ha avvolto il Vallese in queste ore. Sarebbe dovuto bastare questo a indurre il Circo Bianco a più miti consigli. Non basta? A 4 giorni dalle prove per le gare olimpiche, forse si doveva pensare che il calendario, per una volta, può dare spazio al riposo e non al rischio. E infine: oggi sarà un mese esatto dalla tragedia di Crans Montana. Anche
in questo caso «The show must go on»? Anche di fronte ad una generazione perduta nell'avidità del profitto, la Fis non riesce a cambiare un'agenda se non ritoccando il protocollo, togliendo gli sponsor, aggiungendo il lutto al braccio e un omaggio floreale alle vittime. Alla luce di quanto successo, no, bisognava non gareggiare. Ma, in effetti, bisognava pretenderlo, pure scriverlo, prima.
Ora e suona assurdo l'ospedale di Sion sta ancora curando gli ustionati di Le Constellation e ieri ha accolto in sequenza ravvicinata, prima Marte Monsen, norvegese, che si è schiantata all'arrivo, perdendo anche il casco. Poco dopo è toccato anche a Lindsey Vonn. Solo dopo la caduta della snowqueen, lo show si è fermato. L'austriaca Nina Ortlieb, invece, è riuscita rialzarsi con le sue gambe nello stesso punto dove Vonn, invece, ha faticato a farlo. Ora la preoccupazione è per i Giochi: la norvegese, rientrata in patria e la austriaca paiono aver rimediato solo una botta ed escoriazioni. Vonn, invece, in serata, ha provato a rassicurare
sui social: «Non è finita finché non è finita»: indubbiamente a 41 anni e con una semi protesi al ginocchio destro, quel dolore al piede sinistro e all'altro ginocchio, per altro già martoriato ricordate Schladming 2013? - non sono il miglior viatico per il sogno olimpico. Lo aveva coltivato a suon di podi e fatica. Non era nostalgia, non era velleità. Era possibile.
In silenzio le azzurre: ammutolite, nelle loro giacche, hanno ripreso la via dell'albergo. In mattinata anche la prova maschile è stata annullata.
Il programma recita, ancor per oggi, un superG donne (Rai 2 ed Eurosport alle 11), mentre gli uomini dovrebbero disputare domani (stessa ora) una discesa, a patto di riuscire a provarla almeno oggi. Siamo sicuri sia necessario?