Il primo podio dell’Olimpiade di Milano-Cortina 2026 offre subito grandi soddisfazioni alla spedizione azzurra dello sci alpino. Se la speranza di tutti era di riuscire a sfatare la “maledizione” di Zeno Colò e tornare all’oro olimpico 74 anni dopo il trionfo ad Oslo, l’Italia porta a casa un argento e un bronzo grazie alle discese di Giovanni Franzoni e Dominik Paris. I due velocisti azzurri si mettono dietro il favorito della vigilia Marco Odermatt ma chiudono a 20 e 50 centesimi di distacco dal numero uno della squadra svizzera, Franjo Von Allmen, autore di una prova perfetta. Nel frattempo a Cortina d’Ampezzo la nebbia disturba anche l’ultima prova cronometrata della libera femminile ma dopo che Sofia Goggia e Federica Brignone sono scese. Le due azzurre chiudono rispettivamente sesta e settima con le statunitensi Johnson e Lindsey Vonn sul podio virtuale: vedremo nella gara di domenica mattina se riusciranno a rifarsi.
Von Allmen va fortissimo
La prima medaglia dell’Olimpiade di Milano-Cortina si assegna sulla storica Stelvio di Bormio, una delle piste più tecniche e complicate dello sci alpino mondiale. La disciplina non è particolarmente favorevole per gli atleti azzurri, visto che l’unico oro nella discesa libera olimpica arrivò nel lontano 1952 grazie alla leggenda toscana Zeno Colò. Condizioni di visibilità e neve quasi perfette ma questa è una pista che va presa sempre con le molle. Se ne accorge subito il francese Muzaton, che scivola ad altissima velocità a poche curve dal traguardo. Dopo una breve pausa, si entra subito nel vivo quando si lanciano in pista i tre atleti svizzeri, chiari favoriti della vigilia. Monney fa qualche errorino ma recupera tantissimo nell’ultimo settore, balzando in testa con 22 centesimi di distacco: Marco Odermatt è costretto a spingere tanto per recuperare sul connazionale e ci riesce alla grande, pur perdendo qualcosa nel finale, portandosi in testa alla classifica. Franjo Von Allmen sta vivendo una stagione memorabile ed è considerato dagli esperti il più veloce in questo momento. La prova del campione elvetico conferma le previsioni: Von Allmen è in vantaggio dal primo all’ultimo settore, chiudendo con un tempone la sua prova ed infliggendo ben 7 decimi di ritardo ad Odermatt. L’austriaco Kriechmayr si batte bene, reggendo il confronto fino agli ultimi settori, dove Von Allmen è stato davvero imbattibile
Giovanni e Dominik da applausi
Entusiasmo del pubblico quando si presenta al cancelletto il primo degli Azzurri. Giovanni Franzoni perde parecchio nella parte alta ma è praticamente perfetto da lì in avanti, sciando in maniera superlativa e finendo a soli 20 centesimi dal tempo del campione svizzero. Dominik Paris non vince qui a Bormio da quasi 5 anni ma non si direbbe: l’atleta altoatesino è fortissimo nella parte alta, dove è addirittura avanti di 5 centesimi nei confronti di Von Allmen. Purtroppo, però, nel finale di gara non riesce ad essere altrettanto veloce ma riesce a contenere i danni, chiudendo a mezzo secondo dall’elvetico, tempo che gli vale il gradino più basso del podio. Mattia Casse era considerato alla vigilia un possibile outsider ma non riesce a trovare la velocità giusta, chiudendo solo con il decimo posto. Florian Schieder è l’ultima speranza di sfatare la “maledizione” di Zeno Colò ma la sua discesa non è affatto memorabile, tanto che chiude al 12° posto. Anche se i favoriti sono già scesi, le medaglie degli Azzurri non sono affatto assicurate visto che nella discesa libera è sempre possibile un exploit da un atleta non di prima linea. La soddisfazione dei due azzurri sale progressivamente quando gli altri sciatori fanno registrare tempi più alti, specialmente per Dominik Paris, che, nonostante una carriera memorabile, non aveva mai conquistato una medaglia olimpica. Qualche rimpianto per la parte alta della discesa di Franzoni: l’azzurro ha perso 21 centesimi nei primi due intermedi ma potrebbe rifarsi nel SuperG.
Libera donne, Goggia e Brignone ci sono
Mentre gli uomini jet si giocavano la medaglia d’oro a Bormio, le donne della velocità assoluta erano impegnate sulla Olympia delle Tofane nell’ultima prova cronometrata della discesa libera femminile di Cortina d’Ampezzo. La sessione è stata disturbata come successo venerdì dalla nebbia che ha costretto la giuria a sospendere la prova ma, stavolta, lo stop è arrivato dopo che le atlete di punta erano già scese. Grande attesa per verificare quanto si fossero nascoste le azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone nella prima prova di venerdì. Se Nicol Delago fa troppi errori nella prima parte per essere competitiva, Laura Pirovano trova ottime linee e sembra competitiva prima di rialzarsi nel finale. Tutt’altra storia quando si lancia sulla Olympia l’americana Breezy Johnson, che spinge dal primo all’ultimo settore e chiude con il miglior tempo di giornata. Sofia Goggia, dopo l’emozione di accendere il braciere olimpico di Cortina, va molto veloce ma rischia tantissimo quando prende un dosso dopo il Rumerlo: l’azzurra chiude a 86 centesimi di ritardo ma aveva fatto benissimo lo Scarpadon. Lindsey Vonn in grande spolvero nonostante le tante ondulazioni nella parte alta le avessero fatto accumulare un discreto distacco: la leggenda americana chiude terza a 37 centesimi, confermandosi tra le favorite per l’oro.
Federica Brignone sbaglia parecchio prima del Gran Curvone ma riesce a recuperare buona parte del ritardo nella seconda parte: l’azzurra è settima a 93 centesimi dalla Johnson ma sembra soddisfatta della sua prova. Vedremo se riuscirà a confermarsi nella gara di domenica mattina, dove sarà in palio l’oro olimpico della discesa libera femminile.