Uno sciopero della fame per salvare Radio Radicale. Il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico (nella foto) ha annunciato ieri su Facebook il digiuno per un giorno, lunedì in aula il consigliere di Azione Daniele Nahum ha dato la sua adesione e ha annunciato un ordine del giorno a favore della Radio. Continua a crescere la mobilitazione a seguito del taglio dei fondi alla Radio creata da Marco Pannella che compie 50 anni quest'anno e dal 1979 trasmette i lavori del Parlamento. Lo sciopero della fame "a catena" lanciato dall'Associazione per l'Iniziativa Radicale "Myrian Cazzavillan" è partita il 6 marzo con Francesco Monelli. I i consiglieri comunali Alessandro Giungi (Pd) e Gianmaria Radice (Italia Viva) hanno già passato la loro giornata di astensione da cibi solidi e dopo De Chirico, Nahum a altri arriveranno la dem Diana De Marchi e il senatore Iv Ivan Scalfarotto.
Gianni Rubagotti, segretario dell'Associazione radicale, ha scritto alla premier Giorgia Meloni: "Nella conferenza stampa del 9 gennaio scorso ha dichiarato che il Governo intende presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per garantire a Radio Radicale il contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell'archivio storico della testata, contributo che si somma a quello chiaramente ordinario ma ci risulta invece che nel decreto Milleproroghe sia previsto esclusivamente quello ordinario, peraltro dimezzato, a una cifra che ci risulta sostanzialmente pari a quella utilizzata dall'emittente per la sola trasmissione sulla rete Fm". Sostiene che "non resterebbero risorse per la diffusione in Dab (in digitale), per il lavoro degli archivisti e dei giornalisti, né per i costi ordinari di funzionamento".