La "sconoscenza" di Tornatore

Il regista, a proposito dei complimenti fatti da Silvio Berlusconi al suo film "Baarìa", ha commentato: "Sconoscevo che il premier fosse un critico cinematografico...". Ma come parla Tornatore?

Tg1 della 13,30 di ieri. Il giornalista intervistya il regista Giuseppe Tornatore gli riferisce gli apprezzamenti fatti da Silvio Berlusconi a proposito del fil «Baarìa» il concorso a Venezia. Il regista siciliano, 53 anni, vincitore dell'Oscar per il miglior film straniero nel 1990 per «Nuovo cinema Paradiso» strabuzza gli occhi e, con espressione imbarazzata, replica: «Sconoscevo che il premier fosse un critico cinematografico...». «Sconoscevo»? Ma come parla Tornatore e, soprattutto, cosa voleva dire. A un intellettuale come lui, il verbo «ignorare» deve essere sembrato troppo banale, roba da parvenu della lingua italiana. No, lui tira fuori dal cilindro del vocabolario un coniglio lessicale chiamato «sconoscere». Peccato che il termine in questione significhi sì «non sapere», ma anche «incapacità di sentire o mostrare riconoscenza» e «ingratitudine». Circostanza che, visto che il film è prodotto da Medusa (azienda controllata da Mediaset?) assume un significato nient'affatto secondario. Come diceva Nanni Moretti in «Palombella rossa», «le parole sono importanti», e ciaf uno schiaffo alla giornalista dall'eloquio stupidotto. Successivamente a quell'infelice «sconoscenza», il Tormatore nazionale è tornato sull'argomento, ma ricorrendo a espressioni decisamente più comprensibili. Domanda dell'inviata de La Stampa: «La prima recensione è arrivata in anticipo, dal premier Berlusconi. Come l'ha presa?». Risposta: «Non l'ho ancora letta, non sapevo che facesse il critico, ma non ne sono sorpreso, in una personalità complessa come la sua può esserci spazio anche per questo mestiere».
Una fine ironia - quella di Tornatore - di cui «sconscevamo» l'esistenza.