Scuole di Roma «okkupate» Bimbi senza asilo

Sono cinquanta gli istituti della capitale utilizzati abusivamente da clandestini e associazioni. E intanto i genitori pagano il nido privato

Marcello Viaggio

da Roma

Panni stesi alle finestre, allacci di fortuna all’energia elettrica, scaffali pieni di pratiche del condono edilizio e di vecchie multe. Cinquanta scuole della capitale - asili nido, materne, elementari, qualche media - sono «okkupate» da anni da famiglie di immigrati, da senzatetto, gente dei centri sociali, clandestini, sbandati. Ma anche da associazioni ambientaliste e perfino dai vigili urbani (che utilizzano un ex-istituto come ufficio). Un esercito di invasori in centinaia di aule dimenticate. Eppure la Roma di Veltroni di quelle aule avrebbe bisogno come il pane. Questa mattina, per dire, suona la campanella del primo giorno per 166 asili nido comunali e anche quest’anno, come i precedenti, molte famiglie sono fuori, costrette a rivolgersi a strutture private o a fare i salti mortali: 7500mila le domande in lista d’attesa. E si calcola che almeno altrettante famiglie non abbiano neppure provato a fare domanda. Stesso copione per le materne. Logico quindi pensare con rabbia e rimpianto alle decine di scuole «okkupate», abbandonate, cancellate, sparite. Una sorta di Jurassik Park. Che spiega da sola la carenza di migliaia di posti nei nidi e nelle materne. A fare da guida da un estremo all’altro della città è la consigliera comunale Donatella Poselli, del gruppo Legalità e giustizia sociale, presidente dell’Unione italiana genitori. In mano un autentico dossier, soprattutto attraverso lettere e proteste delle famiglie esasperate. Il primo caso è il nido di via Vitelli, nell’VIII Municipio. Mai aperto, oggetto di occupazioni, sgomberi, «riokkupazioni»: un estenuante tira e molla iniziato addirittura nel 1985 e durato anni. Alla fine l’unica soluzione per cacciare definitivamente gli «okkupanti» è stata la demolizione di un’ala dell’edificio. «Adesso l’asilo l’hanno finalmente terminato di costruire - racconta Donatella Poselli - dopo 20 anni di attesa stanno per assegnarlo. Ma ancora non è detto, aspettiamo. Nello stesso municipio c’è anche la scuola elementare di via Torre Maura. Occupata più volte, dal marzo 2000 è stata trasformata da Action e dai disobbedienti in rifugio per clandestini e sfrattati. Per fini politici. Ora è stata liberata, ma non è ancora agibile».
Un caso analogo in via dei Sabelli, nel III Municipio. Stesso destino per sei plessi scolastici nel IV Municipio. Fra questi, la materna di via Colomberti (Serpentara), da oltre dieci anni tetto di un misterioso «Comitato di lotta per la casa». A via Cocco Ortu (Val Melaina) le ruspe hanno demolito tre settimane fa l’ex asilo occupato da un centinaio di immigrati del centro sociale «La Marmitta». In via Isolabella, a Monte Sacro, un’intera ala della ex scuola media (l’altra metà è andata al centro anziani) è abbandonata al degrado. Dentro uno sparuto gruppetto di 4-5 immigrati. Nel dubbio di che cosa farci di quelle aule vuote, tre anni fa il IV Municipio voleva destinarle a sede di un Museo di lumache... Potrebbe ospitare un nido per almeno 60 bimbi.
Il dossier dell’Unione genitori è una miniera di sorprese. Una scuola non si nega a nessuno (tranne ai bambini): neppure agli ambientalisti. «Quelli di Legambiente - racconta la Poselli - hanno la sede nazionale nell’ex scuola materna di via Salaria, all’interno del parco pubblico di Villa Ada, nel II Municipio. Mi risulta che paghino un affitto irrisorio. Il colmo è che ora il Comune sta riconvertendo ad asilo e materna un vecchio edificio fatiscente, adiacente al parco, spendendo un mucchio di soldi, quando avrebbe a portata di mano la soluzione: mandare via gli ecologisti e fare posto a centinaia di bambini».
Ma non è finita. Nel dossier si incontra di tutto: in un’ala della materna di via Stame c’è il consultorio del XII Municipio; alla materna di via Arena, ancora nel XII, il centro anziani. Alla scuola di via di Decima, addirittura l’Ufficio Comunale del Condono edilizio. A via Asmara, altra materna, l’Ufficio Scuola del II Municipio. Gli stessi vigili urbani, per i cronici ritardi del Comune, hanno sistemato il comando del IX Gruppo a via Macedonia 120, altra ex scuola.

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