Se i pericoli per gli italiani corrono sulla strada Ecco l'indagine choc: fuorilegge un’auto su due

Incoscienti alla guida: l’italiano snobba la sicurezza di gomme e motore. Oltre un milione di vetture non dovrebbe neanche circolare. Revisioni? Mai. A Firenze la maglia nera. Ma la colpa del disastro è anche dei cinesi...

Se i pericoli per gli italiani corrono sulla strada  
Ecco l'indagine choc: fuorilegge un’auto su due

Gli incentivi hanno contribuito a svecchiare il parco circolante, ma non sono riusciti a modificare il rapporto degli italiani con la sicurezza. Se chi guida è stato anche disposto a spendere per acquistare una vettura in regola con le più recenti normative in materia ambientale, quasi un italiano su due non pare orientato a mantenerla in perfetta efficienza, risparmiando sulla manutenzione. E in particolare sulla cura degli pneumatici. La conferma arriva incrociando i risultati del rapporto annuale «Vacanze sicure», curato da Polizia Stradale e da Assogomma, l'associazione che riunisce i maggiori produttori e importatori di gomme, con quelli pubblicati da Dekra in collaborazione con Carglass e Pirelli. Gli studi hanno rilevato in varie zone del territorio nazionale, da Milano a Palermo, un campione significativo dei circa 36 milioni di autoveicoli che rappresentano il parco circolante stimato alla fine del 2009 e i risultati sono tutt'altro che incoraggianti: il 49 per cento delle auto che circolano a Firenze per esempio dovrebbe essere bloccato e tornare sulle strade solo dopo un lungo pit stop in officina. Ma non va certo meglio nel resto della nostra Penisola. Si può infatti stimare che quasi l'8 per cento dei motori possa fondere da un momento all'altro, a causa dell'insufficiente livello di olio. Quattro vetture ogni cento, poi, continuano a essere utilizzate nonostante il parabrezza scheggiato, mentre il Codice della Strada impone l'immediata riparazione o sostituzione.
L'incuria maggiore è comunque concentrata sul reparto gomme, che a torto continua a essere considerato il meno importante, quando dal contatto tra il battistrada e l'asfalto dipende il corretto funzionamento dei più evoluti dispositivi elettronici di sicurezza. L'unico aspetto stazionario sembra essere il rispetto della profondità del battistrada, che per legge non può essere inferiore a 1,6 millimetri. Le stime Polstrada parlano di un 2,6 per cento di vetture fuorilegge, contro il 2,5 di un anno fa, però il dato è strettamente legato al territorio, visto che i dati Dekra evidenziano come il 22,1 per cento delle auto palermitane viaggi in pratica su gomme slick da Formula 1. La scarsa attenzione passa anche attraverso l'assoluto disinteresse per lo stato di salute delle coperture. Se i controlli della pressione e della profondità dell'impronta rappresentano la base della sicurezza, andrebbe controllato l'aspetto generale dei fianchi esterni, ma anche interni. Invece il 4,3 per cento delle vetture controllate dalla Polizia Stradale è risultato pericolosamente danneggiato, come evidenziato dalla presenza di tagli o bolle che sono la diretta conseguenza di contatti violenti con buche o marciapiedi, e possono portare all'esplosione della gomma.
Un dato preoccupante, reso ancora più serio dal fatto che nel rapporto precedente la percentuale era ferma al 2,7. Ma l'impennata più evidente, dallo 0,8 al 4,9 per cento, riguarda la presenza di pneumatici non omologati. L'apertura dei mercati, e il conseguente arrivo di prodotti provenienti da marcati emergenti, e in particolare dalla Cina, ha incrementato la disponibilità di gomme a basso costo che non potrebbero essere montate. L'assenza della necessaria marcatura prescritta a livello europeo si va così a sommare alla moda di montare coperture più larghe di quelle serie, con dimensioni non previste dalla carta di circolazione e pertanto fuorilegge. E non finisce qui. Vanno aggiunte tutte le vetture che viaggiano ogni giorno senza avere effettuato la revisione periodica. Più tutte quelle, dovrebbero essere almeno 900.000, che la revisione non potrebbero mai superarla, perché potenzialmente troppo pericolose per muoversi su strada.