Se per mr Expo anche le urne sono un fastidio

di Giannino della Frattina

Altro che prendersela con il ventenne vicino a Lealtà e azione candidato dalla Lega al Municipio 8 Stefano Pavesi dandogli del fascista. L'uomo del Pd Giuseppe Sala avrebbe dovuto nascere in altri tempi. Quelli in cui si non si eleggeva un sindaco, ma si nominava un podestà. Così come lui è stato scelto manager di vertice in prestigiose imprese private. E così come, con buona decisione visti i risultati, è stato scelto nell'era di Letizia Moratti a capo dell'Expo.

Perché che Sala mal sopportasse i fastidi della campagna elettorale già si era capito. La faccia furente ai comitati per la casa del Giambellino resterà una delle foto più emblematiche, ma adesso si scopre che mister Expo mal sopporta anche il suffragio universale, uno dei cardini delle moderne democrazie. «Non mi sembra una buona idea», ha detto dopo che il ministro Angelino Alfano ha proposto di votare anche il lunedì. Un'idea di assoluto buon senso per battere il cancro dell'astensionismo. Ma non per Sala a cui questa cosa di dover convincere la gente votarlo, evidentemente proprio non va giù. E, del resto, per uno che ha giurato di non avere una casa in Svizzera andandoci invece regolarmente a sciare, questa faccenda di dover essere giudicato almeno dai cittadini (visto che i giudici si guardano bene dal farlo nonostante le denunce dei giornali e l'esposto di Riccardo De Corato) è effettivamente un bel problema.

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