«Se lo sa, la Procura ci arresta tutti...»

«Se lo sa la procura qui vi arresta tutti…». Così qualche mese fa parlava un dirigente dell’assessorato alla Sanità della Regione Puglia, parole captate da una microspia dei carabinieri e finite adesso nelle indagini su un sistema corruttivo basato su un intreccio tra affari e politica. La registrazione è uno dei tasselli che compongono un mosaico investigativo che si allarga sempre di più con il passare delle ore: gli inquirenti sospettano che in quella conversazione si faccia riferimento a un atto amministrativo destinato a favorire persone vicine ad Alberto Tedesco, personaggio chiave dell’inchiesta, attuale senatore del Pd ed ex assessore regionale alla Sanità della prima giunta rossa guidata da Nichi Vendola. I carabinieri non tralasciano alcun particolare. E in queste ore stanno verificando con estrema attenzione anche le dichiarazioni rese da un misterioso testimone ascoltato lunedì scorso a Milano dal sostituto procuratore antimafia Desirée Digeronimo. Il magistrato due giorni fa ha anche sentito come persona informata sui fatti l’imprenditore Giampaolo Tarantini, titolare di aziende di forniture ospedaliere. Gli inquirenti vogliono verificare i suoi rapporti di lavoro con Tedesco e accertare se abbia ricevuto pressioni dall’ex assessore. Intanto, è ormai conclusa un’altra inchiesta sulla sanità diretta dal sostituto procuratore Roberto Rossi: in sette, tra medici e dirigenti sanitari che figurano nel registro degli indagati, hanno chiesto di essere sentiti dal pm.