Se il terzo Grimm ruba il mestiere all'archivio di ChatGpt

Se il terzo Grimm ruba il mestiere all'archivio di ChatGpt
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Che cosa c'entrano le fiabe - qualcosa di molto tradizionale nella nostra cultura, tramandato per secoli - con l'Intelligenza artificiale? Si direbbe nulla, eppure, grazie a un'idea di Luigi Barnaba Frigoli, il mondo di orchi, fate, troll e streghe può ritrovarsi a dialogare con ChatGpt. Succede nel suo romanzo «Il terzo Grimm», da poco edito da Rizzoli (pagg. 310, euro 17) e di cui pubblichiamo, in questa pagina, la «Nota dell'autore» che fa da postfazione al volume. Che, al di là della trovata, è una storia da leggere come tutte le altre, anzi, è tante storie: quella di Ferdinand Grimm, quella dei «due Grimm» più celebri, ovvero i suoi fratelli Jacob e Wilhelm e quelle scovate dai tre infaticabili narratori tedeschi (e qui interviene, appunto, la fantasia artificiale...). L'argomento si presta: Ferdinand Grimm (1788-1845), quintogenito dell'esemplare e teutonicissima famiglia, è un personaggio da favola nera. Emarginato dai suoi stessi cari (per modo di dire) anche a causa della sua omosessualità e maltrattato soprattutto dai due noti fratelli, anche perché si ritrovarono in competizione sullo stesso, fiabesco, terreno. Nel romanzo, pur di scovare fiabe, Ferdinand è disposto a battere i luoghi più duri e oscuri, dove l'animo umano raggiunge la sua abiezione, come la «Mattanza», che raccoglie prostitute, malfattori, deformità del corpo e dello spirito... È un'impresa che deve compiere da solo, per due motivi: primo, nonostante avessero fatto un patto, i suoi fratelli lo hanno tradito, mettendosi «in proprio»; secondo, Jacob e Wilhelm ascoltano solo le voci di anziane signore, uomini saggi, persone perbene insomma, mentre lui vuole scoprire «le fiabe luminose e le leggende nere».

Ecco che cosa rinfaccia ai due fratelli maggiori: «I popoli che si celano agli uomini e che riempiono gli antichi racconti che voi due vi affannate così tanto a cercare, censire, interpretare come fossero formule alchemiche vivono... sì! Vivono! Anche nelle taverne, nei vicoli maleodoranti, persino nei postriboli!». Lo aiutano Peter e Dalia, perché l'eroe non può mai essere solo.

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