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Sedicimila anziani in cerca di un posto nelle case di riposo

I letti nelle case di riposo sono 1.300 in più. Ma, nonostante questo, ci vogliono mesi per trovare posto in ospizio. E le famiglie hanno serie difficoltà a gestire l’assistenza dei propri anziani. Tanti milanesi si rivolgono alle case di riposo in provincia, pur di accorciare i tempi di attesa. Qualcuno «migra» in Piemonte e nelle regioni limitrofe. In coda, per accedere a una delle 647 Rsa lombarde, ci sono 16mila persone, 5mila in più dell’anno scorso. In realtà, le liste parlano di oltre 48mila anziani in attesa ma il dato sembra essere fittizio, poiché ogni famiglia prenota almeno in tre istituti per avere la certezza di trovare posto. La Regione Lombardia intende gestire le liste d’attesa in un modo nuovo e presto creerà un centro unico di prenotazione per mettere ordine nelle domande.
Rivoluzione in arrivo anche alla voce rette. Nei prossimi anni il Pirellone le renderà proporzionate al reddito di ogni famiglia e non saranno più uguali per tutti come oggi. «Stiamo pensando di adeguarle ai parametri Isee - spiega l’assessore lombardo alla Famiglia Guilio Boscagli - o di differenziarle in base al reddito. Dobbiamo parlarne con i comuni e gli enti locali».
Al momento gli anziani si trovano a pagare rette indifferenziate e non certo di poco conto: una giornata di degenza a Milano costa 68 euro e, in media, in Lombardia per un giorno in casa di riposo si spendono 55 euro.


Oltre alle tariffe, anche il numero delle case di riposo cresce a vista d’occhio. Secondo un rapporto della Cisl regionale, in dieci anni gli ospizi sono aumentati del 34%, di pari passo con il progressivo invecchiamento della popolazione.

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