Il segreto di Biasotti: «Stavolta darò tutto O vinco o smetto»

Signori, attenzione. Sandro Biasotti è tornato.
Mandata in pensione la sua controfigura sbiadita - quella dei dibattiti televisivi, quella dei manifesti con la libreria troppo povera per essere vera, quella che rincorreva non solo l’Udc, ma persino personaggi in cerca d’autore che sono capitati per sbaglio nelle liste del Pdl e non devono mai più capitarci, salvo rischiare una devastante perdita di credibilità fra gli elettori - è tornato il Biasotti vero.
L’ho incontrato sabato a Busalla, in un riuscitissimo incontro organizzato da Sergio Cattozzo che è un ottimo esempio di politica sul territorio. Perchè, in quell’incontro, la Valle Scrivia è stata messa al centro dell’attenzione e, soprattutto, il candidato presidente del Pdl, della Lega Nord, del Nuovo Psi (e di «...e oltre») ha accettato l’ottima idea di Cattozzo che gli proponeva un patto per Busalla, per Casella, per Montoggio, per Crocefieschi, per Savignone, per Vobbia, per Valbrevenna, per Ronco Scrivia e per Isola del Cantone.
Allora, onorevole Biasotti, che fa? Schiaccia la palla alzata da Cattozzo? Firma il patto?
«Non sono solito promettere cose che non posso mantenere. Ma, come avete spiegato bene sul Giornale di domenica, l’idea di patti territoriali, quasi paese per paese, anziché un programma unico e sterminato da Ventimiglia a Sarzana, è ottima».
Sul Giornale abbiamo scritto anche molto altro. Io stesso, ad esempio, ho criticato alcune sue timidezze durante la campagna elettorale. Critiche ovviamente costruttive, ma lei come le ha prese?
«Guardi, Lussana, io le sue critiche le prendo positivamente a prescindere. Perchè, dopo che ho perso nel 2005, quando c’era la gara a tenermi lontano, lei mi ha sempre sostenuto. E io questo non lo dimentico».
Grazie della fiducia, a prescindere, onorevole. Ma nel merito cosa pensa delle nostre critiche?
«Mi invita a nozze. Innanzitutto accetto il consiglio di andare in giro per le strade e di non star più chiuso negli uffici». (...)
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