Sestriere, dopo le parole di De Rossi ritirati gli «angeli custodi» degli azzurri

All'indomani delle dichiarazioni sulla tessera del tifoso e la «tessera del poliziotto», richiamata a Roma la mini-squadra che coordina l'apparato di sicurezza. Ma restano Digos e carabinieri locali

«Preferisco evitare tensioni inutili». È Gigi Buffon dopo le dichiarazioni di Daniele De Rossi sulla tessera del tifoso e la «tessera del poliziotto» a rendere nota la nuova linea azzurra, dopo le polemiche. Ieri mattina, al risveglio nell'hotel del Sestriere, gli azzurri si sono ritrovati senza i tre «angeli custodi» inviati dal Viminale a coordinare l'apparato di sicurezza attorno alla nazionale. La mini-squadra guidata da Roberto Massucci, braccio operativo anche in Sudafrica, era partita il giorno prima in tarda serata dal ritiro piemontese, richiamata a Roma. L'incidente diplomatico con il Viminale non appare chiuso, e per ora la sicurezza della nazionale (peraltro non particolarmente in pericolo al Sestriere) è coordinata dai locali dirigenti di Carabinieri e Digos. In attesa del ritorno, che non è previsto per il ritiro del Sestriere e per ora non è ancora definito. Di sicuro, la sicurezza in Sudafrica sarà garantita.
«De Rossi? Lo vedo sereno e partecipe», ha detto del compagno di nazionale il terzino del Palermo Mattia Cassani. In effetti il centrocampista della Roma ieri in campo è apparso tranquillo, diversi compagni hanno scherzato con lui, qualcuno si è messo paura quando il giocatore è rimasto a terra colpito da una gomitata involontaria di Gattuso. Poi tutto a posto.

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