La speranza del popolo bianconero è che le torte in faccia che Buffon e Del Piero si sono presi ieri a Paperissima non facciano capolino anche stasera allOlimpico, dove la Juve ospita il Catania negli ottavi di finale di Coppa Italia: non sarebbe certo un bel segnale e la Juve, già fuori dallEuropa League e con un solo punto conquistato nelle ultime tre partite di campionato, non può certo permettersi di snobbare la competizione. «Vogliamo arrivare fino in fondo - ha detto ieri a chiare lettere Beppe Marotta - ma lavremmo pensata allo stesso modo anche se non fossimo stati eliminati dallEuropa». A maggior ragione adesso, comunque.
In ogni caso sarà, soprattutto, la partita del ritorno di SuperGigi (e dellesclusione di Sissoko, non convocato), al secolo Gianluigi Buffon: operato di ernia lo scorso 4 luglio, ultima partita in bianconero il 15 maggio - un tempo in casa del Milan alla fine di un campionato tragico -, ultimo impegno agonistico il 14 giugno in Italia-Paraguay, gara di apertura dei Mondiali sudafricani per lui iniziati e subito finiti. Dopo mesi di apprensioni varie, polemiche più o meno a distanza con la Juventus, ma soprattutto un duro lavoro di riabilitazione, il numero uno è pronto a tornare: negli ultimi giorni ha dispensato sorrisi in serie, ricostruito un rapporto con i compagni con i quali aveva tagliato i ponti «perché quando si trascorrono cinque-sei ore al giorno a fare fisioterapia non cè il tempo per andare a Vinovo nemmeno per fare la foto di squadra» e infine concordato con Delneri il rientro in campo. I tifosi non vedono lora, Storari meno ma questa è unaltra storia: fino a giugno i due dovranno convivere, poi si vedrà. Difficilmente resteranno entrambi, ma al momento la Juve ha altro per la testa e almeno per una volta sarà piacevole avere problemi di abbondanza. Stasera, intanto, lex Superman - ricordate il sottomaglia dei tempi di Parma? - si rimetterà le pinzette ai capelli e ricomincerà a volare augurandosi magari di non prendersi troppi spaventi: se poi la serata non sarà troppo soft - partita secca, meglio ricordarlo - dovrà dimostrare di non avere dimenticato il mestiere. «So sempre quello che valgo - ha raccontato lui -. Non mi sono stufato né della Juve né di fare il portiere. E non rinuncio alla nazionale: punto ai Mondiali del 2014 in Brasile e magari, da terzo, anche a quelli del 2018».
Scenari che verranno. Con la Juve è comunque sotto contratto fino al 2013 alla bella cifra di 6 milioni a stagione: di questo e di (tanto) altro parlerà prossimamente con Marotta.
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