Silenzi di Terra: una collezione del vigneto Nord

I l nome è poeticamente enigmatico: Silenzi di Terra. Ispirato a un testo del Banco di Mutuo Soccorso, band di progressive rock all'italiana simboleggiata dalla barba dell'opimo frontman, Francesco Di Giacomo. Si tratta di un'azienda che ha sede a Boffalora sopra Ticino, in provincia di Milano. Dietro ci sono tre uomini, tre passioni, provenienti da mondi glamour ma lontani dalle bottiglie: Maurizio Venegoni, il figlio Andrea, il cognato Massimo Pinetti.

I tre si sono dati un obiettivo ambizioso: raccogliere una collezione di vini dei migliori terroir del Nord Italia per lanciarli nel mercato internazionale. Per farlo hanno iniziato a trottare per l'Italia del Nord, e in questo girovagare si sono incagliati sulle rive del lago di Garda, dove hanno acquistato un pugno di ettari e iniziato a produrre la loro Lugana, da uve Trebbiano in purezza. Partendo da lì hanno realizzato una collezione di dodici etichette di zone simbolo dell'enologia nordica.

Partiamo, come si fa di solito, dalle bollicine. Tre arrivano dalla Franciacorta: un Brut da 90 per cento di Chardonnay e 10 per cento Pinot Nero e un Rosé in cui la percentuale diventa 60-40 e un Satèn da cento per cento Chardonnay. Uno è un Prosecco Brut doc.

Tre i bianchi: oltre al Lugana, ci sono un Custoza prodotto in provincia di Verona da uve Cortese (50 per cento), Garganega (40) e Trebbiano toscano (10); e un Moscato dell'Oltrepò Pavese doc.

Il solo rosato è il Chiaretto Valtènesi doc prodotto in provincia di Brescia da uve Groppello (70 per cento), Barbera (15), Sangiovese (10) e Marzemino (5).

Tre i rossi: il Groppello Garda Classico, i due Valpolicella (il Classico Superiore doc e il Ripasso Superiore doc). Infine il prezioso Moscato di Scanzo da dessert, vera riscoperta di una gemma lombarda spesso trascurata.

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