Il Simenon esotico è persino un po' femminista

Persino Georges Simenon, ogni tanto si prendeva davvero una vacanza. Una vacanza, cioè, dalla scrittura alla Simenon.

Il Simenon esotico è persino un po' femminista

Persino Georges Simenon, ogni tanto si prendeva davvero una vacanza. Una vacanza, cioè, dalla scrittura alla Simenon. Che cosa sia la scrittura alla Simenon lo sa chiunque abbia letto almeno uno dei Maigret e almeno uno dei romans-durs, i due filoni auriferi di quella inesauribile miniera. Inutile star qui a descriverla.

Invece il Simenon vacanziero anche nello scrivere è una rarità, e la possiamo gustare in La linea del deserto e altri racconti (Adelphi). Stesi a La Rochelle nel 1938, in italiano comparvero nel '61 da Mondadori con il titolo Sosta a Panama e altri racconti e poi sparirono. Riemersi ora, hanno il gusto della scoperta, perché qui l'ambientazione esotica, che sia Panama, il Gabon, Istanbul, la rotta di un bastimento fra Tahiti e Sydney, quella di un aereo fra Il Cairo e Città del Capo, si coniuga a una prosa che abbandona quasi del tutto le tinte noir (a eccezione della prima storia, Lo scalo di Buenaventura) per virare sui colori pastello delle locations, con una decisa propensione, poi, per il rosa e anche il rosso della passione erotica.

Infatti chi mena le danze della narrazione è sempre una donna. C'è la seducente ballerina norvegese Edna Storm, avventuriera giramondo senza scrupoli, c'è la fascinosa signora Stil, moglie francese di un laido commerciante di stanza a Libreville, c'è la turca Sajida, sposata a un commerciante greco che la trascura, c'è la dolce e romantica Miss Diana, sulla quale si addensa peraltro la nube del sospetto... E c'è soprattutto la signorina Doche, alla quale l'inveterato maschilista Simenon concede addirittura il privilegio di condurre le indagini (quesito per i simenonologi: è o no l'unico caso nella bibliografia del Nostro?).

Conseguentemente, gli uomini che ronzano intorno a queste conturbanti presenze fanno più o meno la figura dei fessi, tranne il commissario Bédavent di Un delitto in Gabon, sedentario, sornione e acuto come un Nero Wolfe, e Ali Bey, cioè Il poliziotto di Istanbul, un vecchietto cui non daresti una

dracma, ma che sa essere sempre al posto giusto nel momento giusto. Ma a loro ormai le donne non fanno più molto effetto... O forse sanno, come chi li ha creati, che la donna, comunque la si metta, è sempre il più bel delitto.

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