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Le letterine, i dolci e i doni: cos'è e dove si festeggia Santa Lucia

Santa Lucia, in un'area compresa tra Verona, Brescia e Bergamo, è la principale portatrice di doni. Scopriamo le radici della festa

Le letterine, i dolci e i doni: cos'è e dove si festeggia Santa Lucia

Tra Brescia, Bergamo e Verona e in molte altre località del Nord Italia il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, non è come tutti gli altri, specialmente per i più giovani: è il giorno della più diffusa tradizione di scambio di regali, che secondo la tradizione verrebbero portati tra il 12 e il 13 dicembre dalla Santa e martire siracusana, che passerebbe di casa in casa col suo asino. Le tre province sono l'epicentro di una tradizione molto diffusa nei territori dell'ex Repubblica di Venezia, ma che si fa sentire in buona parte del Nord Italia.

Arriva Santa Lucia: la tradizione nel Nord Italia

Una celebrazione figlia della tradizione contadina e in cui si ritrovano molti punti di convergenza dello spirito profondo di queste terre: a Santa Lucia va lasciato infatti un ristoro, possa anche solo essere del latte con dei biscotti e del fieno per l'asino, in nome dell'ospitalità del mondo dei gricoi delle regioni occidentali di quella che fu la Repubblica di Venezia. Per i bambini vietato alzarsi la notte: incontrare Santa Lucia, invocata in passato contro la ciecità e le malattie agli occhi, vorrebbe dire ricevere della cenere negli occhi.

Essere un bambino in età scolare (il "disvelamento" sulla tradizione di Santa Lucia avviene convenzionalemente, ad opera dei genitori, attorno ai deici anni) in queste terre significa vivere profondamente l'avvicinamento al 13 dicembre. A Brescia e Bergamo, soprattutto, nelle settimane precedenti Santa Lucia è tradizione scrivere una lettera, nel gergo comune la "Letterina" per antonomasia, alla Santa facendo una tara della propria condotta in quell'anno e dei buoni propositi per l'anno nuovo, aggiungendo poi le richieste dei doni che si desidererebbe ricevere. Lo spauracchio di ogni bambino è il timore che Santa Lucia porti, al loro posto, il temuto carbone che segna una sorta di "bocciatura". Finestra di opportunità non secondaria per i genitori desiderosi di usare la pressione psicologica dell'avvicinamento a Santa Lucia per portare i figli a più miti consigli: chi scrive ricorda bene, per fare un esempio personale, come fu proprio lo spauracchio di non essere accontentato da Santa Lucia a fargli vincere la paura delle visite dentistiche nell'ormai lontano 2003, quando aveva soli 9 anni.

Da scrivere a Santa Lucia a scrivere di Santa Lucia: il mondo cambia, ma la tradizione resta. Resta il ricordo di calore e intimità che l'avvicinamento a quei giorni portavano con sé. Restano notti di grandi attesa, trepidazione e speranza e risvegli meravigliati in tanti, consecutivi, 13 dicembre in cui - come spesso accade soprattutto tra Bergamo e Brescia - anche le scuole concedevano un giorno di riposo dalla didattica permettendo a ogni fanciullo di godersi giocattoli e, cosa non secondaria, i dolci arrivati da genitori, nonni, parenti. Una catena ininterrotta e che in molti piccoli centri, soprattutto nella pianura bresciana e bergamasca, è tuttora preceduta dal rito della campanella che, si dice, Santa Lucia suonerebbe per annunciare il suo arrivo e che - guardacaso - nei giorni precedenti il 13 dicembre inizia a risuonare con costanza. O dalla "sfilata" della Santa con l'asinello che concederebbe di farsi vedere in paese nella domenica precedente il 13 dicembre o al giorno dell'Immacolata.

Santa Lucia, un culto radicato

Resta anche, per molti bambini, la domanda irrisolta: perché Santa Lucia sceglie di spingersi dalla nativa Sicilia alla pianura padana per portare i doni? Qui la storia sfocia nel folklore, e ha a che fare sia con le turbolente vicende delle spoglie mortali della Santa, che finirono da Siracusa, città di Lucia, a Costantinopoli nel 1039 per poi essere prelevate dai veneziani durante la Quarta Crociata nel 1204 e finire nella città lagunare, ove oggi riposano nella Chiesa di San Geremia. Il diffuso culto di Santa Lucia ebbe un impulso nel Duecento e una nuova spinta dopo l'onore concesso da Dante Alighieri alla martire siracusana posizionandola apicalmente nell'empireo dei beati nella Divina Commedia. A Brescia una grande festa di Santa Lucia è attestata nel 1438, a Verona si parla di una processione trecentesca invocata per far sì che un'epidemia di malattie oculari cessasse a cui, ricorda True News, "i bambini, a causa del freddo, non volevano partecipare al pellegrinaggio e i genitori proposero loro che se si fossero convinti a prenderne parte Santa Lucia, al loro ritorno, avrebbe fatto trovare molti doni. Con quell’escamotage i bimbi accettarono e l’epidemia cessò all’istante".

Sicuramente la figura di Santa Lucia, analogamente a quelle di Gesù Bambino, San Nicola e la Befana, ha contribuito a dare legittimazione cristiana agli antichi culti degli Avi pagani a cui era associato lo scambio di doni e alla tradizione della festa della Luce. Santa Lucia, non a caso, nel nome stesso evoca la luce che, secondo una simbologia molto nota nell'antichità, torna a farsi strada nel mondo dopo il solstizio d'inverno. Si usa dire, nella pianura bresciana e bergamasca, che Santa Lucia sceglie la notte tra il 12 e il 13 dicembre per muoversi a portare i regali perché desiderosa di sfruttare "la notte più lunga che ci sia". Chiaramente oggi non è più così, essendo il solstizio d'inverno il 21 dicembre ma, ricorda Kalos, "prima dell'introduzione del calendario gregoriano (avvenuta nel 1582), la festa cadeva in prossimità del solstizio d'inverno" effettivo. In seguito, "con l'adozione del nuovo calendario le date non coincisero più per una differenza di dieci giorni e oggi a sostenere il detto rimane solo il fatto che il 13 è il giorno dell'anno in cui il sole tramonta prima".

La Santa Lucia del Nord Europa

La pervasività della tradizione è tale che anche in Svezia esiste un culto di Santa Lucia portatrice di doni per il Luciadagen: il passaggio dalle tenebre alla luce celebrato nel Grande Nord in onore della celebre martire siracusana collega la Scandinavia all'Italia.

E nel 1944, nella Danimarca occupata dalla Germania nazista, sentendo avvicinarsi la liberazione, migliaia di cittadini festeggiarono nelle Chiese del Paese Santa Lucia pregandole di portare "luce in un tempo di oscurità". Il dono della Liberazione arrivò presto, e la tradizione rimase fino ai giorni nostri. Così come prosegue, profonda e radicata, nelle terre del lombardo-veneto. Dove decine di migliaia di fanciulli vivono con ardore e affetto l'avvicinarsi a quello che per loro è il giorno più importante dell'anno.

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