«Solo ideologia e allarmismo Misure inutili»

Quando era sindaco di Milano, le definiva «domeniche ideologiche e non ecologiche». Oggi è parlamentare europeo.
Gabriele Albertini, ha cambiato idea sui blocchi del traffico?
«Neanche per idea. Si insiste su queste misure perché è più facile evidenziarle, per dare il senso dell’intervento a chi chiede misure anti-smog, non perché siano efficaci. Il problema è un altro?».
Quale?
«Riscaldamenti, industrie, centrali di produzione di energia: sono i veri responsabili dell’inquinamento, ma sembrano ignorati soprattutto dalle amministrazioni locali. A Milano si continua a girare intorno a dati fuorvianti, il Pm10 tra il ’77 e il 2005 è calato da una media annua di 175 a 30 microgrammi al metro cubo. Ripeto, si insiste sulle misure anti-traffico perché è più facile far credere che si sta affrontando il tema della salute con misure forti».
Qualche suggerimento?
«Puntare a qualcosa di innovativo, come campagne informative che convincano le mamme antismog a mettere la maglietta della salute ai figli e tenere il riscaldamento in casa a 20 gradi. Il 40% dell’inquinamento da polveri sottili è dovuto alle caldaie. Si potrebbe ridurre dell’8% facendo rispettare l’ordinanza in locali pubblici, uffici comunali, teatri, cinema, case private che invece tengono in media 25 gradi».
Eppure, la strategia della Moratti è sospendere le deroghe ad Ecopass.
«Si è inventata la pollution charge, diffondendo un allarme ingiustificato sulla salute, ora non può contraddirsi e riconoscere l’errore. Difende una misura che si è rivelata in realtà insignificante dal punto di vista ecologico, ha fatto calare dello 0,77% le concentrazioni di Pm10, e modesta anche per l’effetto sulla circolazione. Casomai, puntando sulle classi inquinanti invece che sull’ingombro delle auto, ha creato una distorsione tra ricchi e poveri».
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