Spettacoli e tarocchi nel «teatro delle eresie»

Visite guidate all’edificio, aperitivi con gli attori, una video e una mostra fotografica per raccontare all’apertura della stagione la storia del «luogo Arsenale», ovvero la storia centenaria del teatro di via Correnti. Ben prima di essere un teatro, l’edificio di via Cesare Correnti che oggi ospita l’Arsenale è stato di un po’ tutto. In primo luogo una chiesa, edificata nel XII secolo e incastonata nel convento di un ordine religioso che si è estinto da tempo, ma non senza lasciare sorprendenti tracce. Gli Umiliati sono stati infatti dei religiosi all’avanguardia: scettici sul potere temporale della chiesa, persuasi della necessità di condurre una vita semplice e povera, a loro modo «libertari» (sono stati a lungo privi di una regola), hanno rappresentato un forte motore di rinnovamento ecclesiale, nonostante siano stati più volte accusati di eresia. Badessa del convento che, tra la fine del 1200 e la metà del 1300, occupava una vasta area compresa tra gli attuali largo Carrobbio, via Correnti e corso di Porta Ticinese, era Maifreda da Pirovano, milanese di origini nobili (era cugina di Azzo Visconti) fervidamente convinta delle tesi formulate da Guglielma la Boema. La storia della figlia maggiore del re di Boemia, giunta a Milano nella seconda metà del 1200 per ragioni mai del tutto chiarite, è tra le vicende più belle e significative del medioevo ambrosiano. Nella sua casa nel sestiere di San Pietro all’Orto, Guglielma raccolse intorno a sé un cenacolo imperniato su di una spiritualità al femminile, in cui si nutriva un’intensa devozione per la terza persona della Trinità. Nella lettura della mistica boema, lo Spirito Santo rappresentava il lato muliebre di Dio, la sua versione materna. Da questa peculiare teologia scaturì una forte rivalutazione del ruolo della donna all’interno della chiesa: così forte che Maifreda, appena divenne leader dei guglielmiti, nella notte di Pasqua del 1300 decise di celebrare la messa e di farsi baciare la pantofola, autonominandosi di fatto «papessa».
Ovviamente l’Inquisizione arrestò e processò la badessa e i suoi seguaci, ma la memoria della «eresia guglielmita» si è tramandata nei secoli ed è oggi al centro di «Genius loci», lo spettacolo in scena all’Arsenale da oggi a domenica. Marina Spreafico, regista ma anche interprete della pièce, racconta le vicende di Guglielma e Maifreda con estrema precisione storica e con un tono ironico e un po’ commosso che rende piacevole la narrazione. «Genius Loci» descrive inoltre le numerose metamorfosi dell’edificio di via Correnti: dalla sua sconsacrazione, alla trasformazione nell’Ottocento in collegio per ragazzi di (più o meno) buona famiglia, alla risistemazione in teatro popolare agli inizi del Novecento, per poi diventare, nell’ordine, luogo di culto della comunità metodista, sede milanese del «Comitato contro l’invasione americana del Vietnam» e infine un teatro di ricerca tra i più attivi e longevi della città. Dopo la rievocazione del passato, lo spettacolo offre inoltre qualche fantascientifica 8o fantapolitica) previsione per il futuro, che può magari risultare poco convincente ma che è pur sempre di buon auspicio. Durante i giorni di programmazione di «Genius loci», l’Arsenale sarà aperto dalle 11 alle 20 e ospiterà una mostra di fotografie e video sulla storia dell’edificio e, a partire dalle ore 19, una performance con Danilo Attanasio e Marco Pepe nella parte di insoliti giocatori di carte. Il mazzo che maneggeranno i due giovani attori non è infatti dei più canonici: le singole carte sono state realizzate ad hoc dall’artista Joe Tilson e raffigurano i diversi protagonisti della storia narrata nello spettacolo, permettemdo di ricostruirne le vicende più salienti.
Accanto a Marina Spreafico, che da vent’anni anima i corsi di recitazione e il teatro di via Correnti, in «Genius loci» vedremo un bravo professionista come Giovanni Calò e un’attrice ventenne, Vanessa Korn, già protagonista di «Due donne e la conchiglia», uno tra i più convincenti spettacoli della scorsa stagione.