Agli Emmy si misura la forza dei giganti dell'intrattenimento

Molte sorprese, nella notte tra domenica e lunedì, alla serata degli Emmy, i premi più prestigiosi della televisione americana. Si pensava alla vigilia che Game of Thrones, presente per l'ultima volta, avrebbe sbancato. Del resto la serie aveva 32 nomination.

Il fantasy più amato della televisione mondiale ha portato a casa il premio più ambito, quello per la miglior serie drammatica, e la statuetta per il miglior attore non protagonista, andata a Peter Dinklage. Dinklage (che interpreta Tyrion Lannister) ha vinto il riconoscimento per la quarta volta, stabilendo un vero e proprio record. Game of Thrones (10 premi)ha dovuto però cedere in molte altre categorie, soprattutto per quanto riguarda gli attori. Si sono imposti Jodie Comer di Killing Eve, Billy Porter di Pose (il primo attore gay di colore a ottenere il riconoscimento) e Julia Garner di Ozark.

Porter stesso nel ringraziare per il premio ha posto l'accento su quei temi di integrazione e genere che sembrano farla da padrone nei premi della televisione e del cinema americano: «Ci sono voluti molti anni per vomitare tutto il marcio che mi era stato imposto di pensare sulla mia persona, e per metà ci avevo anche creduto, prima di poter camminare su questa terra come se avessi il diritto di esserci... Io ho il diritto, tu hai il diritto, tutti noi abbiamo il diritto. Noi, in quanto artisti, siamo le persone che possono cambiare la struttura molecolare dei cuori e delle menti delle persone che vivono su questo pianeta».

Se il premio di Billy Porter potrebbe aver risentito di un certo clima politicamente corretto, ad aver vinto nella categoria comedy è stata la scorrettissima serie britannica, coprodotta da Amazon, Fleabag (Sacco di pulci). Miglior serie comica e anche statuetta per la miglior attrice per Phoebe Waller-Bridge che, oltre che essere la protagonista, è la creatrice della fiction, nata come spettacolo teatrale. In totale i premi per Fleabag sono stati sei. Ha tenuto molto bene anche The Marvelous Mrs Maisel (8 premi, fra cui spiccano quelli a Alex Borstein e Tony Shalhoub per i migliori attori non protagonisti). Ha invece finito la serata a mani vuote Veep la serie comica sulle immaginarie vicende della incompetentissima vice presidente degli Usa Selina Meyer (interpretata dalla comica Julia Louis-Dreyfus). Dopo anni di successi l'ultima stagione ha convinto poco. Tra le mini serie da segnalare il successo della molto realistica Chernobyl: 10 Emmy tra cui Miglior miniserie, Miglior regia a Johan Renck, Miglior Sceneggiatura a Craig Mazin.

La cerimonia alla fine è stato un modo anche per misurare la forza dei giganti della produzione televisiva mondiale. Hbo tiene ancora a distanza Netflix, battuta 34 premi a 27. Amazon conquista invece 15 titoli, lontana ma in ascesa, anche perché ha vinto premi di rilievo.

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