All'asta la nuova registrazione "d'arte" di "Blowin' in the wind" di Bob Dylan

Realizzata su disco di alluminio, vale centinaia di migliaia di euro

All'asta la nuova registrazione "d'arte" di "Blowin' in the wind" di Bob Dylan

La musica come opera d'arte collezionabile. Come oggetto in cui il supporto conta, eccome se conta, anche dal punto di vista economico. È questa la tendenza che emerge dall'asta della prima nuova registrazione in studio della leggendaria canzone Blowin' in the wind di Bob Dylan dal 1962. Il brano, che verrà battuto da Christie's, è tratto da una sessione speciale del cantautore con il produttore pluripremiato T. Bone Burnett, sul disco Ionic Original inventato dallo stesso produttore che ha brevettato la tecnologia attraverso la NeoFidelity Inc., società di sua proprietà. Blowin' in the Wind uscì nel maggio 1963 col secondo album di Dylan in studio, The Freewheelin' Bob Dylan, ma Bob la incise il 9 luglio 1962 (il che fa coincidere l'asta praticamente col 60esimo anniversario) dopo averne pubblicato le parole sulla rivista Broadside di Pete Seeger. Negli anni della guerra del Vietnam e delle marce per i diritti civili, il brano divenne un inno dei movimenti di protesta, ammirato e cantato da artisti come Mavis Staples, Sam Cooke Neil Young e Joan Baez, suonato spesso anche nelle chiese e durante le manifestazioni per la pace. «È una delle canzoni più importanti dell'ultimo secolo», ha detto Peter Klarnet, uno specialista di Christie's che condivide «la passione di Burnett per l'eccellenza sonora del suono analogico».

Questo lotto unico sarà offerto nell'ambito della «Exceptional Sale» del 7 luglio, come evento clou della Classic Week di Londra. Ed è stimato per una cifra enorme: tra le 600mila e il milione di sterline (circa 704.000-1.173.000 euro). Perché? Perché il disco Ionic Original che sarà un esemplare unico viene presentato come «il culmine del suono registrato. È di qualità archivistica. È a prova di futuro. È un pezzo unico... l'equivalente di un dipinto, anzi è un dipinto. È lacca dipinta su un disco di alluminio, con una spirale incisa dalla musica. Questo dipinto, tuttavia, ha la capacità aggiuntiva di contenere la musica, che può essere ascoltata mettendo una testina nella spirale che viene fatta girare».

Insomma T. Bone Burnett sostiene di aver messo a punto una tecnologia che fa «avanzare l'arte del suono registrato e segna la prima svolta nella riproduzione analogica del suono in più di 70 anni, ottenendo miglioramenti eccellenti nell'esperienza di ascolto e nella durata».

Tanto che al momento è ancora da capire quale sia lo strumento adatto per far girare questo «super disco» che dovrebbe traghettarci molto lontano dal vinile che è l'oggetto da collezione vintage che domina al momento. Prima dell'asta si son svolte delle esclusive esperienze di ascolto del Blowin' in the wind versione Ionic original: a Los Angeles (8 giugno) e a New York (15 giugno). Ce ne sarà anche un'altra nell'ambito della mostra pubblica di pre-asta a Londra (da domani al 7 luglio).

L'asta di questa registrazione - nell'anno del 60esimo anniversario dell'uscita - rappresenta comunque quello che potrebbe essere un modo diverso di intendere la musica. Ovvero la musica, quando è su un determinato supporto, come un oggetto irripetibile. In questo caso la copia, unica, è anche autografata dal cantante che ha da poco compiuto da 81 anni e coincide con una serie di iniziative per il sessantesimo della sua carriera: è appena partito in tournee negli Stati Uniti, mentre in novembre uscirà il suo nuovo libro, Philosophy of Modern Song. Vedremo come andrà l'asta e quali altre opere verranno trasformate in questo formato d'arte, e con che successo.

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