"Altro che maledetta. Quella primavera è stata la mia fortuna"

La canzone-icona compie 40 anni ed esce in vinile numerato: "Un regalo per i fan"

"Altro che maledetta. Quella primavera è stata la mia fortuna"

Loretta Goggi è un'artista poliedrica che più poliedrica non si può. Una soubrette a tutto tondo ma non solo perché - oltre a cantare, ballare e fare le imitazioni - sa recitare ed ha preso parte ha decine di famosi sceneggiati televisivi (tra tutti La freccia nera e La cittadella) ma anche per la sua capacità di improvvisare e di tenere la scena. Mentre prepara due fiction (che appunto un tempo erano gli sceneggiati) Loretta festeggia in questi giorni i 40 anni di Maledetta primavera, il suo singolo di successo che per l'occasione è uscito in una nuova versione ed è entrato di prepotenza nelle classifiche di vendita. «È un regalo che la Warner ha voluto fare ai miei fan ed esce in vinile numerato color rosa shocking».

Come nacque Maledetta primavera?

«Il brano avrebbe dovuto essere la sigla di Hello Goggi, il primo show di intrattenimento di Canale 5 di cui sarei stata protagonista, ma i tempi si allungavano e la canzone stava invecchiando. Così mi proposero di cantarla a Sanremo e così feci nel 1981. Da lì nacque il successo».

Cosa ricorda di Sanremo rispetto a quelli attuali?

«Quella a cui partecipai fu una delle prime edizioni tornate in grande stile. Negli anni '70 Sanremo aveva subito una flessione. Quando andai io si cantava in diretta sulle basi. La cosa bella era che gli esordienti gareggiavano insieme con i big, non come ora in categorie separate, così ci furono eliminazioni eccellenti come quelle di Luca Barbarossa o Edoardo De Crescenzo».

Qual è la forza della canzone?

«Secondo me è molto suggestiva, ha una melodia che rimane. Un giorno la cantai in Germania e vennero a dirmi: Non abbiamo capito una parola ma dal pathos con cui l'ha cantata si capisce che è una grande canzone».

Lei è stata protagonista del primo varietà di Canale 5.

«Sì, e anche la prima donna a condurre un varietà. Era appunto Hello Goggi. Quando me l'hanno proposto mi sono buttata a pesce. Come sigla al posto di Maledetta primavera utilizzammo Il mio prossimo amore. Lo facevamo nel sottoscala del Jolly Hotel di Milano 2 con il trio diretto dal maestro Tony De Vita e Berlusconi era sempre presente a supervisionare. Che tempi!».

Nostalgia?

«No, io guardo sempre avanti e cerco sempre nuove sfide. Più le sfide mi spaventano più mi ci butto a corpo morto».

Si considera più una cantante, una attrice o una soubrette?

«Sono nata recitando e devo molto a Anton Giulio Majano per avermi fatto partecipare a sceneggiati come Delitto e castigo e La cittadella. Quello che mi ha reso più famosa comunque è La freccia nera, dove cercavano un personaggio androgino che mi si attagliava perfettamente».

Come fa ad essere così poliedrica?

«Non mi sono mai legata a una moda e sono l'unica in Italia ad aver lavorato in tutti i campi».

Ha fatto anche la doppiatrice per attrici famose.

«Sì, e anche per cose divertentissime. Pochi sanno che ho doppiato il canarino Titti nel cartone animato, con il gatto Silvestro interpretato da Gigi Proietti».

E la sua carriera da imitatrice dove la mettiamo?

«Ero ospite di Pippo Baudo a Settevoci con Arnoldo Foà e Aldo Reggiani, in occasione de La freccia nera, e ad un certo punto feci l'imitazione de La spada nel cuore di Little Tony nella versione di Patty Pravo. Poco dopo Baudo mi propose addirittura Canzonissima. Facevo anche un po' di satira nelle mie imitazioni e divenni molto amica di Alighiero Noschese».

Non eravate rivali?

«Macché. Alighiero era un signore ed eravamo legati. Addirittura all'epoca c'erano le targhe alterne; io avevo una Mini Cooper ma quando non potevo circolare veniva a prendermi lui con l'auto della Rai».

Cosa pensa della musica oggi?

«È molto viva e interessante con grandi giovani cantanti. Ma in Italia dobbiamo tutto a Lucio Battisti, il primo a rompere gli schemi della classica canzone con strofa-inciso-ritornello. Direi che è stato il nostro Beatle. Tra l'altro all'epoca condussi un programma dedicato a lui».

Ha ancora un sogno nel cassetto?

«Sempre il prossimo progetto. Tra poco usciranno due fiction: Ultimi battiti su Raiuno e Destini in fiamme per Mediaset. E al cinema ci sarò con tre film: Rido perché ti amo di Paolo Ruffini, Ritorno al crimine di Massimiliano Bruno con tanti attori come Tognazzi e Leo, e Glassboy per la Disney».

Altro?

«Sono contenta così. Ho realizzato anche il mio sogno di lavorare con i miei idoli: Gigi Proietti e Johnny Dorelli».

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