Gli "angeli" che salvano i ragazzi autistici

In Francia, lo scorso anno, ha guadagnato qualcosa come 14 milioni di euro, grazie agli oltre 2 milioni di spettatori che sono andati a vederlo

In Francia, lo scorso anno, ha guadagnato qualcosa come 14 milioni di euro, grazie agli oltre 2 milioni di spettatori che sono andati a vederlo. Merito dei due «cantori» Olivier Nakache e Eric Toledano, che hanno saputo magnificare un genere del tutto particolare, e ricco di insidie, come il dramedy sociale; ovvero, raccontare le storie di emarginati e malati, come nel folgorante Quasi amici, senza i toni tipici del dramma, ma colorandole di venature comiche, da commedia. Operazione più facile a dirsi che a farsi, visto che il rischio di urtare qualcuno è alto. Invece, questo modo di porre all'attenzione del grande pubblico temi apparentemente «sorvolati», come nel caso di Quasi Amici che, facendo sorridere, faceva capire, meglio di tante pellicole drammatiche, le difficoltà di vita di un paraplegico, è l'arma più efficace per colpire la sensibilità della gente. Avviene lo stesso, e magnificamente, con questo The Specials, dedicato al mondo degli autistici e, in particolare, a chi, come un angelo, si prende cura di loro per non lasciarli abbandonati a un destino miserabile. Il film, infatti, si ispira alle figure di Stéphane Benhamou e Daoud Tatou, che, in Francia, gestiscono comunità per pazienti affetti da autismo grave e altre patologie. Qui, in pratica, prestano loro volto Vincent Cassel e Reda Kateb, ovvero Bruno, di religione ebraica, e Malik, musulmano, che si fanno carico di casi che nessuno vuole (e sa) gestire a livello di assistenza pubblica. C'è il ragazzo che quando sale in metro spinge il pulsante dell'allarme, blocca il vagone e viene fermato sistematicamente dalla polizia e c'è quello che, non riuscendo a parlare, diventa violento, contro sé e gli altri. Persone destinate a finire imbottite di farmaci, legate ad un letto, se non ci fossero degli «angeli» disposti ad offrire loro un destino più umano, fregandosene di burocrazia e altro. Nella pellicola, infatti, l'associazione è sottoposta a una ispezione da due freddi funzionari che contestano i locali inadatti e il personale non competente. Nel cast anche reali operatori sociali e giovani pazienti autistici, per rendere il tutto ancora più credibile ed efficace. Applausi.

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