Antonio Ricci dopo la bufera su Striscia: "Denuncia fa più ridere del siparietto. Non chiediamo scusa"

Alle accuse di razzismo contro il programma e i conduttori Michelle Hunziker e Gerry Scotti, il creatore di Striscia ha replicato con un comunicato in cui ha rispedito al mittente le accuse smontando l'ipocrisia del politically correct

Antonio Ricci dopo la bufera su Striscia: "Denuncia fa più ridere del siparietto. Non chiediamo scusa"

"L’obbligo del politicamente corretto, che sta investendo tutta la comunicazione, mi spaventa, suona molto di dittatura, di fascismo". Gerry Scotti lo ha detto subito dopo la bufera mediatica scatenatasi in seguito alla gag degli occhi a mandorla a Striscia la notizia. Ora, a pochi giorni di distanza, anche il "padre" del tg satirico di Canale Cinque, Antonio Ricci, sbotta contro il politically correct e avverte: "Striscia non chiede scusa".

Le scuse di Michelle Hunziker e Gerry Scotti, in realtà, sono arrivate sia attraverso i social sia sulle pagine del Corriere della Sera all'indomani della feroce polemica scatenatasi dopo la battuta. Lo sketch - un classico della satira con i due conduttori che, nel lanciare il servizio sulla sede Rai a Pechino, hanno tirato le palpebre simulando gli occhi a mandorla e sostituito la "erre" con la "elle" - ha scatenato un'ondata di odio che ha dell'incredibile. I due volti di Striscia si sono visti costretti a scusarsi e a placare l'indignazione generale. Un caso che in realtà ha indignato tutti tranne la comunità cinese. "Striscia è sempre gentile e amichevole. Non mi sono offeso, per noi è uno scherzo", ha dichiarato ai microfoni dell'inviata Raja il direttore e co-fondatore del Centro culturale cinese di Milano, Leo Li.

Se da una parte il popolo del web si è scagliato contro Striscia la notizia e i due conduttori, dall'altra qualcuno si è chiesto, in modo più civile, fino a dove si possa arrivare in nome del politicamente corretto. Soprattutto quando si parla di un tg satirico nato per essere "scorretto". A dirlo è stato Antonio Ricci, che ha atteso alcuni giorni prima di parlare. Quando ha scelto di farlo, però, ha difeso con determinazione la sua "creatura" in nome della "resilienza": "Come ha detto qualcuno, la denuncia fa più ridere del siparietto improvvisato dai due conduttori. Striscia non chiede scusa perché è, e resterà, una trasmissione satirica e, come le trasmissioni satiriche e comiche di tutto il mondo, politicamente scorretta. Scorretta, ma non quanto le iniziative pretestuose di chi pensa di ricattare aziende e marchi internazionali".