Benvenuti al sud in un'Italia "divisa" da stereotipi

Benvenuti al sud è il film con Claudio Bisio che si dimostra senz'altro attuale nel raccontare le spaccature che riguardano l'Italia

Benvenuti al sud in un'Italia "divisa" da stereotipi (che fanno ridere)

Benvenuti al sud di Luca Miniero è il film con Claudio Bisio e Alessandro Siani che andrà in onda questa sera su Canale 5 alle 21.34. La pellicola è un remake della commedia francofona Bienvenue chez le Ch'tis, in Italia conosciuto con il titolo Giù al Nord, che vedeva come protagonisti Kad Merad e Dany Boone.

Benvenuti al sud, la trama

La pellicola di Luca Miniero prende il via quando Alberto Colombo (Claudio Bisio), per accontentare i desideri della moglie Silvia (Angela Finocchiaro), si finge disabile di modo da poter scalare la graduatoria necessaria ad ottenere il posto di lavoro agognato. L'uomo infatti è il direttore di un ufficio postale che spera di ottenere il trasferimento a Milano e poter vivere così nel capoluogo lombardo: fingendosi paraplegico, Alberto pensa di aver trovato la "scorciatoia" perfetta per ottenere quello che vuole. Tuttavia un ispettore riesce a scoprire facilmente l'inganno e, come punizione, Alberto viene mandato a dirigere un piccolo ufficio postale a Castallabate, in Cilento.

Alberto parte dunque con quello che è uno choc culturale pieno di pregiudizio: dopo aver sentito storie di criminali, mafia, cattiva gestione e sulla leggendaria lentezza burocratica del Sud, l'uomo si aspetta di finire dentro un buco nero, in una sorta di terzo mondo italico che preoccupa anche sua moglie, che non lo seguirà e resterà invece in Lombardia. Tuttavia, nonostante un primo momento tutt'altro che facile, anche a causa del suo atteggiamento spaventato, Alberto si legherà ai suoi colleghi: dalla bella Maria (Valentina Lodovini) all'ingenuo e poetico Mattia (Alessandro Siani), che quasi sembra richiamare il Massimo Troisi de Il postino.

I pregiudizi tra Nord e Sud

Benvenuti al sud è un film che, sin dal suo debutto al cinema, ha avuto un successo enorme. Ha avuto un incasso totale di circa trenta milioni di euro ed è stato accolto con favore anche dalla critica, che lo ha incoronato con un Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura e un David di Donatello a Valentina Lodovini come miglior attrice protagonista. Un successo di tale portata si spiega facilmente riflettendo sul fatto che il film di Luca Miniero racconta una spaccatura reale dell'Italia, una forma mentis che è piena di pregiudizi e che contrappone il Nord e il Sud.

Non sorprende, dunque, che il regista vedendo la pellicola francese Giù al nord abbia pensato che una storia del genere avrebbe potuto trovare terreno fertile nella penisola, dove le frasi fatte e i luoghi comuni sul Nord e sul Sud sono all'ordine del giorno. E il punto forte della pellicola è proprio questa lotta agli stereotipi fatta non con il tono edulcorato dei film impegnati e molto spesso lontani dal grande pubblico: ma utilizzando i toni della commedia. In un'intervista riportata da L'arena, Claudio Bisio ha detto:"Il messaggio è valorizzare le diversità. Alberto e la moglie, sono due ignoranti che, guardando e conoscendo, arrivano ad apprezzare l'altro. Conoscersi vuol dire volersi bene."

Se al Nord tutti vengono visti come concentrati solo sul proprio lavoro, freddi, con delle vite spente (stereotipo che verrà ripreso nel sequel Benvenuti al nord), il Sud viene rappresentato dai lombardi della pellicola come "criminali". Ad Alberto viene riproposto il vecchio adagio: "Vedi Napoli e poi muori... ammazzato". Un modo di dire che è figlio di una spaccatura culturale, di un modus operandi che sembra sempre più interessato ad avere la supremazia sull'altro, piuttosto che a comprendere e ad accettare le differenze. Luca Miniero ha detto che Benvenuti al sud "parla dell'Italia di oggi, mostrando una contrapposizione sorridente tra la gente, più vicina a quella reale che a quella politica".