Black Summer, in questa serie tv gli zombie corrono

Black Summer è adrenalina pura: gli zombie vanno veloci e non c’è tempo per dialoghi inutili. 8 episodi da vedere d’un fiato

Black Summer, in questa serie tv gli zombie corrono

Black Summer non è The Walking Dead e per fortuna verrebbe da dire, senza offesa per la serie tv sugli zombie più famosa di sempre.

Più storie si intrecciano tra loro. Una madre, un militare, una coppia, una signora, un uomo sotto custodia militare. Più punti di vista, frammenti che si vanno ad unire come in puzzle. Un solo obiettivo: sopravvivere all’apocalisse dei non-morti. Il primo passo è raggiungere un checkpoint situato in uno stadio, dove i militari stanno radunando le persone in vista di un’evacuazione di massa.

La narrazione è decisamente più veloce rispetto alle altre serie tv del genere post-apocalittico. Non ci sono momenti lenti, non c’è tempo per riflettere o ragionare sulla propria condizione: bisogna correre.

Qualcosa di simile lo abbiamo visto al cinema con World War Z, film con Brad Pitt in una storia dal livello adrenalinico elevato. Un esempio di zombie movie che si è distinto dalla massa e guadagnato un sequel prossimamente sotto la regia niente meno che di David Fincher.

La differenza tra Black Summer e The Walking Dead è rappresentata a pieno nel pericolo. Nella serie tv della AMC gli zombie sono lenti, qui invece la trasformazione che colpisce l’uomo in punto di morte, trasformandolo in un non-morto assetato di sangue, consente lo stesso al mostro di correre. Il risultato è una serie tv decisamente più intensa.

Ovviamente ci sono anche dei punti di contatto con la serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman, essendo anche questo un racconto in cui la società non esiste più e pensare a se stessi è l’unica regola che deve essere seguita. Quel briciolo di umanità che si vede è così strana che quando si presenta deve mettere in guardia le persone. Infatti quello è il momento immediatamente precedente al palesarsi di quell’istinto di sopravvivenza che rende l’uomo privo di ogni morale. Questo elemento è spiegato bene in The Walking Dead, tuttavia nelle sue 9 stagioni, forse perché mostrato sotto diverse facce, finisce per non colpire più. Black Summer ci ricorda questo lato delle persone e lo fa senza molti giri di parole, storie pregresse o sottotrame varie.

In questo senso è stato anche l’elogio su Twitter fatto da Stephen King. Lo scrittore ha apprezzato molto la visione di Black Summer, evidenziando come non ci siano dialoghi inutili o flashback: c’è un'apocalisse di zombie e le persone si attaccano a vicenda, non c’è tempo per creare un rapporto.

Come non essere d’accordo, d’altra parte se si vuole un dramma lo si cerca altrove, qui si parla di adrenalina pura.