Da Cattelan a Santoro la televisione che verrà (e le sorprese in Rai)

Si preparano i palinsesti della futura stagione in attesa dei nuovi vertici di viale Mazzini

Da Cattelan a Santoro la televisione che verrà (e le sorprese in Rai)

Vabbè, la mossa che potrebbe scompaginare palinsesti, mettere in agitazione colleghi blasonati e dirigenti impigriti sarebbe il ritorno del vecchio leone: Michele Santoro. Un sogno per alcuni, un incubo per altri. Ovviamente s'intende al comando di un talk show, o come ideatore di una grande prima serata d'informazione che manca da tempo in Rai, comunque non nascosto dietro un docu-film. Quella sua frase «la tv mi manca», pronunciata durante il tour televisivo per la presentazione del libro sulla mafia, segno di umana fragilità ma anche di minaccia di tornare in pista, ha scatenato mille illazioni: La7, Rai, Discovery, altro? Si vedrà se si concretizzerà qualcosa: lo sbarco nella tv pubblica dipenderà da quale forma prenderanno i nuovi vertici Rai in procinto di essere nominati e dalla loro disponibilità a sobbarcarsi una spina nel fianco.

Santoro a parte, questi sono giorni di messa a punto dei futuri palinsesti della stagione 2021/2022 che comincerà a settembre. Ed è roba che scotta. La tv è stata l'unica enorme compagnia di milioni di italiani nel lungo periodo di lockdown serale, e potrebbe esserlo di nuovo - speriamo di no, il vaccino ci scampi dalle varianti - alla ripresa dei mesi freddi. Le reti generaliste, quelle che la maggior parte della popolazione adulta guarda ancora in diretta, sono sempre più insidiate dai colossi stranieri, da Amazon a Sky a Netflix a Disney a Discovery con la loro library infinita di serie tv, film e documentari.

In questa situazione, l'aria in Rai è molto pesante. Siamo in fase di scelta dei nuovi vertici, gli appetiti dei partiti sono voraci, l'ad Fabrizio Salini fra poco farà le valigie e si sta ancora discutendo chi deve presentare i palinsesti agli inserzionisti pubblicitari: se i vecchi dirigenti o i nuovi che saranno presentati nell'assemblea degli azionisti dell'8 giugno.

Comunque le impalcature sono già piantate. Anche perché non è stato molto complicato sceglierle: i cari vecchi canali tradizionali si arroccano sulle loro posizioni e introducono solo molto gradualmente qualche nuovo volto o programma. Per esempio, Raiuno (che nel frattempo ha però annunciato una stagione estiva accesa e con parecchie novità) lascerà intatta la programmazione del day time riveduta e corretta quest'inverno. In prime time, oltre ai tradizionali Tale e quale e Ballando, lancerà uno show basato sulla nostalgia con Amadeus e tenterà l'ingresso di Alessandro Cattelan. L'ex colonna di Sky si presenterà al grande pubblico generalista con due prime serate con il possibile titolo Da grande, uno show rivolto agli over 40 basato sulle gioie e le sofferenze del percorso per diventare adulti attraverso monologhi, ospiti e video. «È necessario - ha detto il direttore di Raiuno Stefano Coletta - far crescere nuovi conduttori da affiancare ai quelli storici». Per Cattelan si apre una annata di totale cambiamento, come lo showman desiderava da anni. Lasciati X Factor e Sky, si dividerà tra il primo canale e Netflix, dove a fine anno proporrà un docu-show che tenterà di rispondere a una (non) semplice domanda: «Come si fa a essere felici?». Gliel'ha fatta la figlioletta Nina e per accontentarla girerà il mondo in cerca di risposte. Per inciso - e saltando da un broadcaster all'altro e sempre secondo indiscrezioni - per il suo posto alla guida del talent musicale di Sky sarebbe stato scelto Ludovico Tersigni, lanciassimo attore noto al pubblico teen per essere stato protagonista delle serie Skam Italia e Summertime e con il dna dello showman: è nipote di Diego Bianchi-Zoro, una scommessa molto importante per la tv satellitare che deve puntare ancora di più sull'intrattenimento in mancanza della fetta più grossa del campionato di calcio.

Chi prenderà la direzione di Raidue avrà soprattutto il compito di ridare una forma al comparto informazione della rete che si è schiantato al giovedì sera in concorrenza con i più temibili talk, mentre su Raitre Fabio Fazio manterrà il ruolo di conduttore di Che tempo che fa avendo ceduto le sue quote da produttore, doppio incarico ora vietato in Rai.

Sul fronte Mediaset, per quanto riguarda l'ammiraglia Canale 5, oltre agli show veterani, da Grande Fratello all'Isola dei famosi a Forum ai programmi di Barbara d'Urso, e al trittico splendente di Maria De Filippi (C'è posta, Amici, Tú sí que vales) pare sia sicuro l'affidamento ad Enrico Papi di Scherzi a parte. Rete4 continuerà a presiedere l'informazione con Barbara Palombelli presente tutti i giorni all'ora di cena e tutti gli altri protagonisti del prime time.

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