La cavalcata (social) delle Valchirie contro il maschilista Montefoschi

Lo scrittore prende in giro la lobby delle autrici donne. E loro si scatenano...

La cavalcata (social) delle Valchirie contro il maschilista Montefoschi

Tempo fa un libraio di Bologna, temerariamente della Feltrinelli, e su Repubblica per di più, in un'intervista disse di non leggere libri di donne. E per fortuna non disse «femmine». Si può immaginare come finì. Intervenne persino Inge Feltrinelli (era il 2015) e un'orda di scrittrici urlò alla discriminazione, contro l'«ottuso maschilismo» e bla bla bla, qua qua qua.

Ma oggi succede di peggio. Giorgio Montefoschi, in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo Dell'anima non mi importa (La nave di Teseo), intervistato dal sempre ottimo Matteo Nucci su l'Espresso - solo per fatalità testata di riferimento del mondo transfemminista, Lgbt, «no gender» e #MeToo - alla domanda sulle sue scrittrici preferite, risponde, icasticamente: «Nessuna. È una cavalcata delle Valchirie». In che senso? «Non sente la musica? Ogni volta che esce un nuovo libro di una scrittrice italiana tutte le altre si affannano a gridare che ha cambiato le loro vite. Ma quante volte cambiano vita? Quante vite hanno?».

E potremmo fermaci qui. Ci piace l'odore del napalm quando scoppia una guerra fra le scrittrici italiane e il resto del mondo.

Prima cosa che ci è venuta in mente quando abbiamo letto la frase «Ogni volta che esce un nuovo libro di una scrittrice italiana tutte le altre si affannano a gridare che ha cambiato le loro vite»: le recensioni incrociate, via quotidiani, festival, tv o social fra Murgia-Valerio-Stancanelli-Lattanzi-Tagliaferri. «Amo'!!», «Bella», smack, «Ti Lovvo» cuoricini e hashtag #LeNuoveEroidi... La seconda, quei racconti a staffetta per magazine rosa, tipo Avallone-Postorino-Gamberale-Ciabatti... Emoticon: faccino che sbadiglia.

Comunque. L'intervista è del 6 febbraio, ma nessuno se ne accorge fino a quando, su Twitter, Valeria Parrella scatena con un post le scrittrici vergini guerriere. A un certo punto si capisce che c'è anche una chat privata su cui la Parrella discute con una compagine di valchirie dell'intervista di Montefoschi («I commenti? Irripetibili»), ma per divertirsi bastano e avanzano i tweet pubblici che si riversano contro Montefischi, Montefiaschi, Montecazzi...

Fra le divinità norrene che partecipano alla cavalcata si segnalano, fra le altre: Viola Ardone, Annalisa Cuzzocrea, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Letizia Pezzali, Laura Campiglio, Giulia Blasi... Neofemminismo, Walkürenritt, ironia e suscettibilità... La Rete sarà il tuo Walhalla.

Per altro Montefoschi si riferisce soltanto alle scrittrici viventi, perché di Elsa Morante e Fabrizia Ramondino parla benissimo. E soprattutto la parte più interessante dell'intervista è la risposta alla domanda «Grandi sopravvalutati?». «Calvino. Uno scrittore furbo. Maneggiava Einaudi e il Pci così da avere un enorme potere. Che ha esercitato fino in fondo. Scriveva bene, per carità. Ma non basta scrivere bene». Che passa inosservata. #NessunoTocchiCalvino

Se una notte d'inverno una valchiria...

Citazione di Giovanni Papini: «Se gli scrittori non leggessero e i lettori non scrivessero, le cose nella letteratura andrebbero straordinariamente meglio». Hashtag: #NonUnaDiMeno

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