City on a Hill, com’è la serie tv crime con Kevin Bacon

City on a Hill, serie tv con protagonista Kevin Bacon, prodotta da Ben Affleck e Matt Damon, racconta la Boston violenta di inizio anni ’90

C’è una nuova serie tv, si chiama City on a Hill, è basata su di una storia vera e si propone di riportare in auge il genere crime “classico”.

City on a Hill è uno dei tanti soprannomi che vengono attribuiti alla città di Boston, ed è qui che la serie tv con protagonista Kevin Bacon ad inizio anni ’90 è ambientata. Boston ovviamente è anche una delle location preferite dai due produttori esecutivi della serie, Ben Affleck e Matt Damon, entrambi bostoniani ed entrambi con dei trascorsi cinematografici di un certo rilievo qui: The Town e Gone Baby Gone per il primo, The Departed per il secondo.

"Il miracolo di Boston", così è chiamato il periodo nel quale i crimini in città diminuirono in modo significativo e ci fu una riqualificazione urbana importante. City on a Hill racconta come si è arrivati a questa ondata di giustizia e di quali compromessi siano stati fatti.

La storia ruota attorno a tre protagonisti. Abbiamo Frankie Ryan, interpretato da Jonathan Tucker, che ricopre perfettamente il ruolo del criminale dalla doppia personalità: amorevole padre di famiglia, con tanto di onesto lavoro al supermercato, ma anche freddo rapinatore, nonché omicida, quando entra in azione. Dalla parte della giustizia c’è Aldis Hodge nel ruolo di Decourcy Ward, cioè un giovane procuratore afroamericano, con aspirazioni politiche, pieno di ideali e con l’intenzione di ripulire la città. Nel mezzo il vero protagonista di City on a Hill, il compromesso tra i due mondi: Jackie Rohr cioè Kevin Bacon, un agente dell’FBI che ha le mani in pasta ovunque, dalla droga alle scommesse, che non si fa problemi a ricattare poliziotti, che tradisce la moglie e minaccia la suocera.

Boston ad inizio anni '90 era una polveriera e nei primi due episodi di City on a Hill lo si vede bene. Come può il rampante procuratore distrettuale farsi largo in mezzo alla corruzione e all’ostruzione che gli fa la polizia per un suo trascorso in aula? Deve cedere un po’ della sua integrità e stringere la mano al personaggio di Kevin Bacon. Quest’ultimo, in una parte alla “cattivo tenente”, sia quello di Abel Ferrara che di Werner Herzog, con qualche ricordo anche di Ray Velcoro (Colin Farrel) in True Detective 2, è l’unica speranza per Decourcy Ward e nonostante i suoi metodi poco consoni per un agente dell’FBI, porta grandi risultati.

Negli Stati Uniti la serie è già uscita su Showtime con la sua prima stagione, confermata per una seconda, ed è stata accolta in modo positivo, paragonandola addirittura al mostro sacro delle serie tv crime: The Wire. In Italia è in corso, con i primi due episodi disponibili su Sky e per il momento si nota che non siamo di fronte ad un crime di quelli visti di recente e il riferimento a The Wire lo dimostra. Il genere negli ultimi anni ha assunto dei connotati più psicologici, lo dimostrano True Detective e Mindhunter, serie tv fascinose con storie crude di omicidi efferati e malattie mentali, quindi meno interessate a raccontare, come fa City on a Hill, di quella criminalità pura e semplice, con rapine a portavalori finite male e informatori sull’orlo di una crisi.

Se vogliamo fare dei paragoni, oltre che con The Wire, questi vanno fatti con i film citati all’inizio, non soltanto per l’ambientazione a Boston, ma anche e soprattutto per il racconto incentrato su una certa tipologia di delinquenza e disagio sociale, proprio come fanno The Departed e The Town.

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