"Dovevi essere un alieno per fare E.T.?"

Nonostante il grande successo internazionale ottenuto, Il colore viola rischiò di essere completamente diverso, poiché Steven Spielberg aveva paura di girare un film incentrato sul razzismo

Il colore viola e le paure di Spielberg: "Dovevi essere un alieno per fare E.T.?"

Il colore viola - che andrà in onda questa sera alle 20.33 su Iris - è il film diretto nel 1985 da Steven Spielberg e tratto dall'omonimo romanzo di Alice Walker. La pellicola, candidata a ben 11 premi Oscar, tratta argomenti delicati come l'incesto e la violenza sessuale.

Il colore viola, la trama

Celie (Desreta Jackson) è una ragazza che vive in Georgia all'inizio del ventesimo secolo. La sua vita è scandita dalle violenze e dagli abusi del padre, che la portano a partorire due bambini che le vengono strappati per farli entrare nel circolo delle adozioni. Quando suo padre perde interesse per lei, Celie viene data in moglie ad Albert Johnson (Danny Glover): ma la vita della ragazza non cambia. Ci sono ancora violenze, schiaffi e stupri che scandiscono i suoi giorni. L'unico spiraglio di luce è dato dalla sorella Nettie (Akosua Busia) che, per sfuggire anche lei agli abusi del padre, va a vivere da Celie. Ma ben presto anche questa piccola consolazione si spezza quando Nettie è costretta a scappare perché Mister Johnson comincia ad avere atteggiamenti inopportuni nei suoi confronti.

Di nuovo sola e ormai adulta, Celie (Whoopi Goldberg) è talmente assuefatta alla violenza che ha caratterizzato la sua esistenza che consiglia anche al figliastro Harpo di picchiare la moglie Sofia (Oprah Winfrey) per assicurarsi la sua obbedienza e farle capire chi comanda. A cambiare le carte in tavola, però, ci pensa l'arrivo di Shug Avery (Margaret Avery), una donna e una cantante indipendende che insegna a Celie l'importanza della libertà e di far sentire la propria voce. Tra le due si instaura così un rapporto molto profondo che spingerà Celie ad alzare finalmente la testa e a difendersi dai colpi sinistri del destino.

La "paura" di Steven Spielberg

Il colore viola è un film che è tratto da un romanzo vincitore del premio Pulitzer e che dunque aveva avuto un riverbero molto forte nella cultura e nella società statunitense dell'epoca. Questo mise subito sotto pressione Steven Spielberg. Il regista, infatti, all'inizio non parve molto propenso a dirigere il film con Whoopi Goldberg. Come racconta il sito dell'Internet Movie Data Base il regista del prossimo West Side Story rispose negativamente quando gli chiesero di dirigere Il colore viola. Alla richiesta di Quincy Jones - produttore del film e anche autore della colonna sonora - di passare dietro la macchina da presa per portare sul grande schermo l'epopea tragica tratteggiata dalla penna di Alice Walker, Steven Spielberg si tirò indietro. Asserì, infatti, di non sentirsi pronto a una sfida del genere. Questo perché era sicuro che la sua conoscenza del profondo sud degli Stati Uniti d'America fosse inadeguata per prendere le redini di un film che raccontava di un preciso periodo storico e interpretato esclusivamente da attori afroamericani. Steven Spielberg disse che Il colore viola avrebbe dovuto essere girato da un regista di colore, qualcuno cioè che avrebbe potuto relazionarsi alle difficoltà e agli orrori affrontati da molte persone di colore nel vecchio sud.

Quincy Jones ascoltò le rimostranze del regista, ma non le accettò. Sempre il sito dell'Internet Movie Data Base riporta che Quincy Jones rispose al diniego di Steven Spielberg dicendo: "No, voglio che sia tu a farlo. E, oltretutto, dovevi essere un alieno per dirigere E.T.- L'extra-terrestre?" A quel punto Steven Spielberg, colto anche dalla logica messa in campo dall'amico produttore, decise di mettere da parte le sue paure infondate e di accettare di essere il regista de Il colore viola. La scelta di Spielberg di accettare il ruolo che gli era stato chiesto si dimostrò vincente. A raccontarlo è egli stesso, all'interno del documentario Spielberg on Spielberg, dove asserisce: "Tutti i film che ho fatto prima de Il colore viola erano film d'evasione. E non penso che avrei potuto fare L'impero del sole o Schindler's List senza Il colore viola, che per me è stato un grandissimo trampolino di lancio."

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