Coronavirus, Alberto Dandolo fa una rivelazione ai suoi seguaci: "Ho visto con i miei occhi, siamo al collasso"

Dopo unricovero di 36 ore, Alberto Dandolo torna sui social e rivela di essere stato in ospedale con il sospetto di coronavirus e ha vissuto sulla sua pelle il quasi collasso della sanità lombarda

Siamo tutti protagonisti di una guerra silenziosa che si combatte stando a casa, senza uscire dalle nostre abitazioni. Siamo tutti coinvolti in qualcosa che ci ha travolti d'improvviso senza darci quasi il tempo di accorgerci. O forse sì, qualche segnale c'era, ma probabilmente non siamo siamo stati in grado di leggere quei segnali. Ora il coronavirus Covid-19 è tra noi e tutti dobbiamo fare la nostra parte per sconfiggerlo. Ci sono i medici in prima linea con gli infermieri, il personale sanitario e tutti i volontari e poi ci siamo noi che dobbiamo fermare la diffusione di quella che è diventata una pandemia. Alberto Dandolo ha raccontato la sua esperienza, la sua discesa agli inferi con ritorno, con l'ansia di ricevere esito positivo dal tampone.

È stato lo stesso Dandolo a raccontare tutto sui suoi social, a rendere pubblica la sua ultima disavventura che l'ha visto ricoverato per due giorni con quelli che a tutti gli effetti sembravano i sintomi del coronavirus. "Solo questa mattina, dopo 36 ore di ricovero, ho potuto tirare un sospiro di sollievo avendo ricevuto l' esito del tampone ( test ripetuto 2 volte ) e quello di tutta una serie di accertamenti, che conferma la mia negatività al Covid-19", ha scritto Dandolo, condividendo una foto con la mascherina sul viso. Solo un'influenza, quindi, o forse no ma i medici hanno escluso la presenza del coronavirus nel suo organismo.

Una buona notizia per Alberto Dandolo, che ha così potuto tirare un sospiro di sollievo dopo lunghissime ore di attesa e di pensieri che hanno affollato la sua testa. "La preoccupazione è stata grande perché tutta una serie di sintomi e valori (soprattutto quello legato al livello di saturazione emoglobinica arteriosa, ossia dell'ossigeno presente nel sangue) non lasciavano ben sperare, tanto che è stato necessario fare ben 2, dolorosissimi, prelievi sanguigni dalle arterie", ha spiegato su Instagram, raccontando una parte del protocollo al quale vengono sottoposti i pazienti con sospetto coronavirus. Non c'è solo il tampone, quindi, ma una lunga serie di analisi e di controlli che devono essere eseguiti per ottenere una diagnosi corretta della patologia.

"È probabile, mi hanno detto I medici, che nelle scorse settimane sia entrato in contatto con il virus in forma lieve e che il mio sistema immunitario sia stato in grado di combatterlo. Sta di fatto che è tutto ok", ha detto ancora Dandolo, prima di lanciare anche lui un appello a tutti i suoi seguaci. "Vi prego di rimanere a casa. Ho visto con i miei occhi quanto sia complessa e grave la situazione. Siamo al collasso, vi prego", ha concluso Dandolo, che abita a Milano e che probabilmente è stato trasportato in uno dei tanti ospedali cittadini impegnati a tamponare l'emergenza.

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