Coronavirus, la Cina cancella l'uscita dei film candidati agli Oscar

Lo rivela il magazine "The Hollywood Reporter": la chiusura di 70mila cinema fa slittare le uscite di tantissimi film, tra cui "1917", "Jojo Rabbit" e "Piccole donne"

Le precauzioni per il contagio da coronavirus stanno causando danni enormi anche all’industria cinematografica cinese. Sono state chiuse circa 70mila sale (soprattutto quelle delle principali catene come Wanda, CGV, Jinyi, Lumiere Pavilions e Dadi) e numerosi film in uscita, previsti in calendario per il mese di febbraio, sono stati posticipati o cancellati.

Molti titoli, come reso noto da The Hollywood Reporter, sono tra quelli candidati agli Oscar 2020. Fox Searchlight ha dovuto ritirare dagli schermi Jojo Rabbit, la commedia di Taika Waititi che sarebbe dovuta uscire il 12 febbraio. Sony ha fatto lo stesso con Piccole donne, l’adattamento del romanzo di Louisa May Alcott diretto da Greta Gerwig e fissato al 14 febbraio.

Peggio è andata ad Amblin Partners, la compagnia che avrebbe dovuto lanciare dal 21 febbraio il war movie di Sam Mendes 1917, già trionfatore dei Bafta 2020 e favorito dai bookmakers per la vittoria agli Oscar di domenica prossima. Nella stessa data Universal avrebbe dovuto distribuire Dolittle, la terza versione cinematografica del personaggio nato nel 1920 dalla fantasia di Hugh Lofting.

La cancellazione, in questo caso, è stata ancora più dannosa. Dolittle, costato 175 milioni di dollari, si è rivelato un clamoroso flop al botteghino internazionale: negli Stati Uniti ha incassato appena 55,5 milioni di dollari, nel resto del mondo 72,1 per un totale di 127,6 milioni. In Italia, dove è uscito lo scorso 30 gennaio, è arrivato a quota 2,2 milioni di euro. Numeri considerati insufficienti da Universal, che puntava proprio sul mercato asiatico per risollevare le sorti della commedia avventurosa con Robert Downey Jr. nei panni dello strambo veterinario che parla agli animali.

Coronavirus, i danni arrivano pure al cinema

Anche Millennium Films e Paramount hanno dovuto rinunciare a due titoli di punta, entrambi previsti per il 28 febbraio: Hellboy, il reboot del cinecomic dedicato all’antieroe di Mike Mignola, e Sonic - Il film, la commedia che riporta al cinema la celebre mascotte di Sega.

Road House ha invece messo in stand-by l’uscita di Storia di un matrimonio: il film di Noah Baumbach con Adam Driver e Scarlett Johansson, candidato a sei Oscar, è confermato al 28 febbraio ma Road House sta tuttora considerando l’ipotesi di sospenderne la distribuzione.

L’epidemia di coronavirus colpisce non soltanto le sale: nelle ultime settimane sono stati chiusi i parchi a tema come lo Shanghai Disney Resort, gli studi di produzione cinematografica e televisiva e i casinò di Macao, la Las Vegas cinese.

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