I sessi? Non dite che sono due

L'onda lunga della cancel culture, partita dai campus universitari degli Stati Uniti ormai si è già abbattuta anche sull'Europa

I sessi? Non dite che sono due

L'onda lunga della cancel culture, partita dai campus universitari degli Stati Uniti - a riprova che i peggiori orrori culturali di solito li commettono le élite intellettuali, studenti e professori, e non gli emarginati analfabeti delle periferie del mondo - ormai si è già abbattuta anche sull'Europa. L'ultimo flutto in ordine di tempo ha travolto Berlino, Humboldt-Universität, qualche settimana fa (la coda di polemiche e reazioni continua però a propagarsi, fino a oggi), dove a fine giugno la biologa Marie Luise Vollbrecht doveva tenere una conferenza sul tema: «Perché in biologia ci sono solo due sessi». Titolo, come si può immaginare alla luce dell'ideologia gender, delicatissimo. L'iniziativa faceva parte dell'evento «La lunga notte della scienza» organizzato dall'Università assieme ad altri istituti culturali tedeschi, ma l'argomento dell'intervento in programma è stato più che sufficiente per aizzare l'ala dura e pura dell'attivismo di sinistra. Il Gruppo di lavoro dei giuristi critici («Akj») ha infatti immediatamente sollevato una protesta formale. Motivo: l'affermazione che in biologia esistono solo due sessi sarebbe «non scientifica» oltre che «disumana e ostile» nei confronti delle persone queer e trans.

Conseguenza? Sembra strano, ma l'Università Humboldt, invece di schierarsi in difesa di Marie-Luise Vollbrecht, ha annullato l'incontro per «motivi di sicurezza», cedendo alle richieste degli attivisti. È così: ora non si può più sostenere che i sessi biologici siano due: maschile e femminile (anche se, ovviamente, esistono persone che trascendono il binarismo biologico - cioè «si sentono» altro - e le loro vite, così come i loro diritti, non possono essere ignorati; ma ciò con la scienza ha poco a che vedere).

Comunque. In Italia il caso viene rilanciato, qualche giorno fa, da MicroMega (non proprio un foglio propagandistico dell'Alt Right trumpiana...) riprendendo la notizia dal sito femminista tedesco EMMAonline. Da notare il paradosso che Marie-Luise Vollbrecht è vicina alla sinistra radicale ed è sempre stata a favore delle battaglie femministe. Tanto che nella sua conferenza - bocciata preventivamente - non intendeva affatto negare i diritti delle persone transessuali, ma solo, semmai, spiegare che l'ideologia non ha posto nella scienza. Marie-Luise Vollbrecht, però, è ingiustificabile agli occhi dei guerriglieri della cancel culture: è infatti uno dei cinque autori dell'appello, lanciato a maggio, per denunciare l'unilateralità dell'informazione sul tema della transessualità e per chiedere di «abbandonare l'approccio ideologico al tema della transessualità» presentando i fatti biologici in base allo stato della ricerca e della scienza. Un appello firmato da oltre cento scienziati tra medici, biologi e psicologi. Niente da fare. Il loro appello è stato definito «transfobico».

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