Gigi Dag, gli Eiffel 65 e la dance. Ravelli: "Ecco il sound delle notti anni 90"

Marco Ravelli, in esclusiva per ilgiornale.it, ha toccato diversi argomenti tra cui la sua esperienza a Discoradio, la musica dance, le discoteche italiane e molto altro ancora

Marco Ravelli è senza alcun dubbio uno dei migliori dj italiani e non solo dato che nel corso della sua lunga carriera è stato anche un grande speaker radiofonico. Il 55enne di Melzo ha legato il suo nome per tanti anni a Discoradio dove con Matteo Epis ed Edo Munari ha regalato gag esilaranti ai giovani fan che non si perdevano una puntata della Discoradio Disco Dance (DDD). La sua carriera da dj è stata lunga e ricca di soddisfazioni dato che ha suonato nelle discoteche più importanti e famose d'Italia tra cui ovviamente lo Studio Zeta, il Tocqueville di Milano e tante altre.

In esclusiva per ilGiornale.it Ravelli, una delle icone della musica dance italiana degli anni 90, ha toccato diversi argomenti tra cui la sua esperienza a Discoradio e allo Studio Zeta, ha stilato la sua personale top 3, ha rapportato la musica dance anni 90 e quella attuale e molto altro ancora:

Ravelli, ci fai un confronto tra la musica dance anni 90 e quella di oggi?

“La musica dance degli anni 90 era sicuramente più divertente, più solare, più happy, più facile da cantare e quindi la gente la ballava e la cantava più facilmente rispetto a quella odierna che è totalmente differente".

La musica dance di oggi dunque non ti fa impazzire?

"Non è che non mi fa impazzire, è diversa. Il successo della dance negli anni 90 è stato un qualcosa di irripetibile. Se vado a rapportarla alla musica dance di oggi i veri successi degli ultimi 5 anni si contano sulle dita di una mano"

Qual è a tuo parere la canzone migliore di sempre?

"L'Amour Toujours di Gigi D'Agostino, senza dubbio"

L’anno musicale migliore di sempre invece?

"Direi che sono stati il 1994 e il 1999 con tanti successi del calibro di The Rhythm Is Magic (1994)."

Pensi sia rimasto qualcosa di quegli anni fantastici oppure si è persa un po' la magia?

“Non è che non è rimasto niente, visto e considerato che le serate anni 90, parlo prima del lockdown ovviamente, funzionano ormai da oltre dieci anni. Nel 2008 feci una serata anni 90 al Tocqueville di Milano e andò davvero benissimo. Pensavo che questa moda che sarebbe durata solo un paio di anni invece è durata molto e dura ancora oggi. C’è molta nostalgia degli anni 90 anche da parte dei 20enni che non l'hanno magari vissuta a pieno ma di traverso da fratelli maggiori o cugini. I ragazzi trovano più divertente quella musica che quella attuale"

La musica dance è definitivamente finita o siamo noi che siamo invecchiati?

“No, non è finita è solo cambiata. C’è stato ciclo anni 70-80-90- 2000 fatta in un certo modo e poi c'è quella di oggi..Ripeto, secondo me è meno divertente e festosa, la gente non la canta perché non ti porta a farlo. Negli ultimi anni sono pochissime le canzioni cantate in discoteca, una volta lo si faceva per il buon 80% delle canzoni".

Le tue prime 3 posizioni di sempre della Discoparade:

"L’amour Toujours, Blue degli Eiffel 65 che fu una mia scoperta e Tell me Why di Prezioso".

La tua esperienza a Discoradio è stata una parte integrante della tua carriera e della tua vita. Cosa ci puoi dire in merito?

"Hai detto tutto. Ovviamente è stata una delle pagine più importanti della mia carriera, mi sono molto divertito in quegli anni".

Che rapporto hai con Matteo Epis ed Edo Munari?

“Edo e Matteo per me sono stati due fratelli. Ne abbiamo passate tante insieme sia a Discoradio che allo Studio Zeta: diciamo che eravamo un bel gruppo vincente".

Le voci e i jingle nel programma erano prestabiliti o frutto della vostra grande inventiva?

“Tutte autocostruite e basate su idee causali tratti dai viaggi, dalle serate in discoteca. Insomma, storia di vita vissuta"

Come nascevano le gag in radio?

“Le gag nascevano davvero spontaneamente, non pensavamo alle cazzate da dire e da fare. Ci venivamo magari in mente a cena, in discoteca e poi in radio registravamo il tutto. Non facevamo gli autori".

Qual è o qual è stata la miglior discoteca d'Italia?

"Tante sono state belle e mi hanno segnato. Non posso non citare però lo Stuzio Zeta. Quello è stato il tempio del divertimento per tantissime persone negli anni 90. Ho visto generazioni crescere all’interno di quel locale. Sicuramente il tandem Discoradio-Studio Zeta è stato vincente in quegli anni. Poi ripeto ce ne sono tante altre come L'Altromondo di Rimini".

Chi è stato il miglior vocalist?

"Ce ne sono tanti bravi ma io dico Bayo"

Hai frequentato e continui a frequentare discoteche per anni. Ne avrai viste tante a livello di consumo di droghe e alcol. Ci puoi raccontare qualche aneddoto particolare?

"Guarda, di gente devastata dall'alcol ne ho vista sia dentro che fuori dai vari locali. A livello di droghe invece devo dire la verità non tanto ma forse non ho nemmeno le capacità per capire se uno sia drogato o meno (ride; ndr). Non avendone mai fatto uso non posso sapere cosa si prova ma sicuramente negli anni 90 ma anche oggi il consumo di droghe e alcol condiziona e non poco le serate dei giovani"


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