"Stuprata da uno sconosciuto..." La confessione choc della Bertè

E nel salotto di Silvia Toffanin, Loredana Bertè racconta il dramma che ha vissuto quando era adolescente in cui è stata abusata da uno sconosciuto

Tutti abbiamo imparato a conoscere Loredana Bertè attraverso le sue canzoni e grazie a quel suo carattere istrionico e fuori dagli schemi. Tanti, forse troppi, sono i drammi che ha dovuto fronteggiare nel corso del tempo. Non solo un padre violento e le crisi della defunta sorella, Loredana Bertè da ragazzina è stata persino vittima di abusi da parte di uno sconosciuto. E ora, nella puntata di sabato 21 novembre di Verissimo che celebra la violenza contro le donne, la cantante ripercorre un drammatico momento che ha vissuto all’età di 17 anni. E lo rivela con fermezza e decisione. "Alle donne ora dico: al primo schiaffo dovete denunciare. Fatevi aiutare".

E di fronte a una commossa ed esterrefatta Silvia Toffanin, la Bertè snocciola il dramma vissuto quando era appena un’adolescente. "C’era questo ragazzo che mi portava le rose ogni giorno – esordisce -. E io, come una cretina, ci sono cascata. Una volta mi ha invitato a cena e io ho accettato. Non avrei dovuto farlo", ammette, intanto che si addentra nei meandri del tragico racconto. "Poi si è fermato in un posto isolato, vicino uno scannatoio e lì mi ha preso a botte. Sono volati calci e pugni e mi ha violentata". Il racconto però non ha un lieto fine. "Sono riuscita a sopravvivere. Sono corsa via e mi sono trovata davanti un taxi che, per fortuna, mi ha portata in ospedale", aggiunge Loredana Bertè.

Ma, da quel che sembra, la cantante non ha mai denunciato il fatto. Portandosi dietro questo fardello troppo pensante. "Ho sbagliato a non andare dalla polizia. La cosa più atroce è questa: all’epoca non era il caso di farlo – continua -. Mi sono tenuto stretto quell’orribile ricordo perché non volevo che mia madre sapesse dell’accaduto. Mi sarei sentita ancora di più in colpa per tutto ciò che era accaduto". E poi aggiunge: "Dopo la violenza? Per 5 o 6 anni non ho voluto avere a che fare con gli uomini. Oltre che fisicamente sono stata violentata anche psicologicamente".

Il racconto della Bertè continua senza nessun freno. E la cantante afferma che la tragedia vissuta è arrivata dopo anni di violenze domestiche da parte del padre. "Lui odiava le donne. Ha picchiato mia madre all’ottavo mese di gravidanza. Metteva Beethoven in sottofondo tutte le volte che si avventava su di lei", conclude. Non passano di certo inosservati questi dettagli scabrosi. E l’artista, con la sua testimonianza, spera di poter far capire che abusare è sbagliato e che la violenza deve essere denunciata.

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Commenti

ilbelga

Lun, 23/11/2020 - 13:46

io rimango basito. con tutto il rispetto che ho per le donne (le adoro), sempre con 20 anni di ritardo vengono a rivelare le loro "disgrazie"...Mah.

Angelo664

Lun, 23/11/2020 - 13:49

Posso solo confermare le affermazioni su suo padre. Un anno nella mia scuola la commissione di maturità' del mio corso ha avuto come presidente proprio il padre Berte'. Sfortuna ha voluto che capitasse proprio alla classe più' avanti di noi di 3 anni nella quale tra l'altro studiava il fratello minore dell'adesso famoso prof. Zangrillo. Ebbene quell'anno dimostro' di essere un pazzo furioso e soprattutto cinico. Ne boccio' 3 o 4 proprio all'esame di maturità' dove di solito se non hai avuto un corso di studi disastroso durante l'ultimo anno passi senza problemi. Un pazzo a detta di tutti gli insegnati che avevamo e avevano assistiti a quell'esame ed alle sue pazzie nel giudicare gli studenti con quasi il piacere di rovinare della gente.

Angelo664

Lun, 23/11/2020 - 14:02

ilbelga : devi immaginarti la Calabria di 50 anni fa ... che non e' tanto diversa da quella attuale a livello trattamento donne, codice d'onore e ammenicoli vari. Era probabile che con un padre cosi' finisse lei ad essere presa a sberle invece che il delinquente che l'ha stuprata.