Ecco cosa si nasconde nel finale di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Il finale del terzo Harry Potter segna un cambio di passo dal punto di vista narrativo, con un ritmo sempre più incalzante: ora il nostro Harry è costretto ad affrontare le sue paure più profonde

Una grossa fetta di appassionati ritiene Harry Potter e il prigioniero di Azkaban uno dei capitoli decisivi e più interessanti dell'intera saga. Forse perché i nostri maghetti iniziano ad affrontare alcune delle loro paure più profonde, archiviando definitivamente le ingenuità del periodo preadolescenziale. Nel terzo atto il ritmo diventa incalzante, l'atmosfera si fa più grigia e le forze del male più invadenti. E il finale del film sembra sottolineare proprio un cambio di passo nelle vite dei nostri protagonisti, con un Harry Potter urlante che vola fiero con la sua straordinaria Firebolt. E' una scena che suggerisce il cambio di passo della saga e che mostra la metamorfosi di un Harry Potter ammaliato dalla mappa del Malandrino dei fratelli Weasley.

"Giuro solennemente di non avere buone intenzioni"

In Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, la scuola di Hogwarts è sotto stretta osservazione dei temibili Dissennatori. Hermione è protagonista indiscussa con il Giratempo, Silente più disincantato, Harry combattivo per salvare Sirus dai pericoli che lo attendono. Sfuggito con Fierobecco, Sirius Black ringrazia Potter con un bellissimo regalo a fine anno: la scopa Firebolt ed una piuma speciale. Ed è proprio con la sua nuova scopa che Harry chiude il terzo capitolo, volando ad una velocità incredibile verso nuove sfide e soprattutto nuovi pericoli.

Nel Prigioniero di Azkaban le forze oscure cominciano ad impensierire non solo il nostro Harry, ma tutto il mondo della magia. Il rapporto genuino, seppur sfuggente, con Sirius alimenta i sentimenti del pubblico, così come le preoccupazioni per un finale che promette un seguito tambureggiante. "Giuro solennemente di non avere buone intenzioni", la promessa per entrare in possesso della Mappa del Malandrino. Ed è proprio grazie a questo strumento magico che Harry prende visione di tutta Hogwarts, eccetto la Camera dei Segreti. Dopo Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban ecco Il Calice di fuoco, altro appuntamento da vivere tutto d'un fiato. Dopo questo capitolo nulla sarà come prima.

La "stretta collaborazione" tra il regista Cuaron e i maghetti

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è l'unico dei film ad essere stato diretto dal regista messicano Alfonso Cuaron. Il due volte premio Oscar ha rivelato di essersi avvalso della collaborazione dei protagonisti per addentrarsi al meglio nel mondo creato da J.K. Rowling. Durante le riprese Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint hanno supportato moltissimo il regista, con confronti costanti sullo sviluppo del film. Gli attori, dal canto loro, si sono fatti contaminare da uno stile di regia completamente diverso rispetto ai precedenti, sicuramente più vicino e fedele alle atmosfere che hanno poi contraddistinto i vari seguiti.

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