74 anni di matrimonio. Ma oggi la Regina è sola

Questo è il primo anniversario di nozze che la Regina passa da sola, senza l'amore di una vita e suo prezioso consigliere. Il loro è stato indubbiamente uno degli amori reali più veri e profondi. Qual è stato il segreto?

74 anni di matrimonio. Ma oggi la Regina è sola

L’amore di una vita. Quante persone possono dire di averlo incontrato? La regina Elisabetta II e il suo defunto consorte, Filippo d’Edimburgo, hanno fatto parte di questo gruppo senza dubbio alcuno. Ma la loro non è stata semplice fortuna: per averlo al suo fianco, Elisabetta ha lottato contro la sua famiglia e l’establishment, Filippo ha dovuto rinunciare alla carriera militare e imparare a rimanere al suo posto. Come accade nell’arte giapponese dello kintsugi, insieme hanno visto cadere il loro "vaso" mille volte, ma hanno deciso di non buttarlo via, di aggiustarlo, colmando le crepe con l’oro e facendone un capolavoro prezioso e invidiabile. Il risultato? Oltre 73 anni di matrimonio e una monarchia che sa stare al passo e resiste nonostante il tempo.

Un successo che merita di essere ricordato anche questo 20 novembre, il primo anniversario di nozze dopo la scomparsa del principe d’Edimburgo. Per questa occasione, abbiamo voluto ripercorrere tutte le tappe di questa splendida storia d’amore e di potere insieme a Enrica Roddolo, esperta della royal family e autrice del libro "Filippo and the Queen", Cairo editore, 2021.

Come è iniziata la loro relazione?

"È stato un colpo di fulmine ricambiato. Filippo ed Elisabetta erano cugini e si erano incrociati più volte da bambini. Il vero amore, però, è scoppiato quando Elisabetta, appena 13enne, ha visitato con la sua famiglia il collegio navale di Dartmouth, dove Filippo prestava servizio come cadetto. Grazie all’invito dello zio, Lord Mountbatten, il giovane principe in quell'occasione è stato accostato alla comitiva reale. Elisabetta è rimasta incantata da questo adone, alto, biondo con gli occhi azzurri. Hanno iniziato, così, un rapporto epistolare. Di tanto in tanto Filippo compariva a Buckingham Palace per salutare le principesse: era quindi un ragazzo d’iniziativa. Non era, però, il candidato ideale: era il principe di Grecia e di Danimarca, quindi carico di titoli, ma con poche risorse finanziarie e nessun regno. In più Elisabetta era molto giovane quando si è innamorata di lui. Infatti re Giorgio VI, in accordo con la Regina Madre, le aveva chiesto di riflettere attentamente su questo rapporto: la principessa è stata coinvolta dai suoi genitori in un lungo viaggio di famiglia, per vedere se questo amore potesse reggere la lontananza. Ma una volta tornata a casa, Elisabetta ha confermato la sua scelta".

Si sono amati per oltre 70 anni, raggiungendo il record del matrimonio più longevo della monarchia inglese. Erano una coppia complementare o "a specchio"? Qual è stato il segreto del loro amore?

"Erano sicuramente molto diversi. Come un giorno ha detto Pamela Hicks, cugina di Filippo, non erano certamente 'una dolce coppia di anziani sposi', cioè affettuosi e sdolcinati. Erano dialettici: discutevano, si arrabbiavano, vivevano le dinamiche di una coppia normale. Avevano due caratteri complementari: la Regina più meditabonda e posata, mentre Filippo più irruento. In comune avevano il senso del dovere. Elisabetta II, come diceva sempre Winston Churchill, emanava fin da bambina 'un’aria di serietà e rispetto', perché ha sempre avuto la consapevolezza del ruolo che le sarebbe toccato. Per Filippo, invece, si trattava in parte dell’imprinting teutonico (non dimentichiamo che aveva anche origini tedesche), e in parte degli anni passati in Marina. Aveva il senso del dovere tipico dei militari e ha sempre affrontato tutto con questo spirito: in occasione del Giubileo di Diamante della Regina Elisabetta (2012, ndr), ha partecipato alla grande sfilata organizzata sul Tamigi, nonostante facesse molto freddo quel giorno. Infatti alla fine è finito in ospedale, ma non avrebbe mai potuto tradire l’impegno dato. Questa è stata veramente un’unione d’amore, sebbene la loro relazione abbia avuto inizio negli anni ’40, quando i matrimoni reali seguivano la ragion di Stato, più che le leggi del cuore. È stata anche la prima decisione istituzionale per la Regina, perché da Filippo si è fatta consigliare in tutte le occasioni. Il primo incarico che lei ha voluto attribuirgli dopo il matrimonio è stato quello di presiedere il comitato organizzatore della sua incoronazione nel 1953. Elisabetta amava profondamente Filippo e si fidava anche di lui".

Di Filippo si dice che è stato "sempre un passo indietro alla Regina". Ma è stato davvero così?

"Filippo era molto intelligente e versatile, aveva mille interessi che spaziavano dall’agricoltura alla tecnologia, dall’industria all’arte. Era un uomo d’iniziativa. Arrivato a Palazzo, si è scontrato subito con le regole di corte: più cercava di sentirsi utile, dare consigli, proporsi per delle iniziative e più dall’establishment arrivava l’invito a stare al suo posto, appunto qualche passo indietro la Regina. Inizialmente ha reagito, ma pian piano ha capito che la soluzione non era nello scontro frontale con il Palazzo: poteva rivelarsi utile per sua moglie, senza apparire in prima linea. C’è il principe Filippo dietro moltissime delle scelte di modernità prese nel corso del regno di Elisabetta: lui era un consigliere informale che dava alla Regina le chiavi di lettura giuste per ogni occasione".

Quali rivoluzioni deve a lui la famiglia reale?

"Per esempio si deve a Filippo il fatto che Elisabetta ha smesso di viaggiare solo via mare e ha iniziato a muoversi anche in aereo. Il principe era dell’idea che una sovrana dei tempi moderni non potesse perdere mesi per spostarsi da una parte all’altra di un regno molto vasto, come quello britannico che comprendeva i Paesi del Commonwealth. A lui si deve anche l’abitudine di invitare una volta a settimana, a pranzo o a cena, delle personalità che non rientravano nella cerchia aristocratica con cui era solita dialogare la Regina, che fossero però espressione della società civile, come scienziati o Ceo di grandi aziende. Così facendo, portando a Buckingham Palace degli esempi del mondo esterno, la Regina avrebbe potuto capirlo. Il principe Filippo è stato il primo a guidare un’automobile elettrica, a installare dei pannelli fotovoltaici sui tetti di alcune tenute reali, perché anzitempo ha intuito il problema delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale. Nel mio libro lo ricordo come un 'pioniere verde' ".

Lui che era un uomo così “moderno”, che idea aveva della monarchia inglese?

"Molto diversa da quella dell’establishment. Si è scontrato in più occasioni con l’ala conservatrice, ma si è sempre impegnato per far fare a Elisabetta quel salto verso la modernità. Vi faccio un esempio: negli anni ’50, Lord Altrincham, pur essendo espressione dell’aristocrazia, si era pronunciato in maniera molto critica nei confronti della Regina e della monarchia britannica. Per lui era un sistema antiquato con una sovrana poco espressiva ed empatica, poco adatta alla società moderna. Il Palazzo ha dato torto ad Altrincham, Filippo invece, pur non esprimendosi pubblicamente, ha preso degli spunti: ha deciso di invitare il suo amico Sir David Attenborough, dirigente della Bbc, per insegnare alla Regina a parlare davanti una telecamera, in modo più disinvolto e meno ingessato. È nata da qui l’idea di filmare in una specie di studio televisivo allestito all’interno della biblioteca di Sandringham il messaggio di Natale che entra nelle case dei britannici ogni anno. Sempre Filippo è riuscito a convincere Elisabetta II a farsi riprendere dalla telecamere per un intero anno per il documentario 'The Royal Family' (1979): quella è stata la prima occasione in cui il resto del mondo ha visto come si viveva in un Palazzo reale. L’idea era quella di mostrare la figura di una regina che fosse una madre di famiglia come le altre, che comprava il gelato ai figli o si interessava ai compiti".

Come ogni coppia, Elisabetta e Filippo hanno passato anche dei momenti difficili. C’è stato un episodio che ha fatto traballare la loro unione?

"Sul finire degli anni ’50, quando il principe Filippo è partito per un viaggio internazionale che lo ha portato molti mesi per i Paesi del Commonwealth, si è parlato di crisi matrimoniale. Probabilmente c'è stato un momento di difficoltà per il principe: si racconta che durante questi viaggi si fosse lasciato crescere la barba. Ma il motivo non risiedeva tanto nella relazione con sua moglie, ma nel rapporto che aveva con l’establishment. In quegli anni Filippo stava ancora cercando la sua dimensione a corte. A quel periodo risale la famosa 'discussione sul cognome': Filippo avrebbe voluto chiamare 'Mountbatten' i suoi figli, ma era una cosa dinasticamente complessa e impraticabile. Dopo una lunga trattativa, si è iniziato a ragionare su un’ipotesi che rispettasse le regole di corte, dando un contentino a Filippo: si è stabilito che alcuni discendenti, non quelli in prima linea di successione, avrebbero potuto avere il cognome Mountbatten-Windsor. Questi sono stati gli unici veri momenti di frizione".

Esistono molte voci su possibili tradimenti da parte di Filippo. Erano tutte dicerie, quindi?

"Filippo era un uomo estremamente affascinante e aveva schiere di ammiratrici. Molti biografi hanno raccontato di donne che hanno immaginato dei flirt con il principe. Ma la realtà è che lui è sempre stato fedele alla sua Regina, perché aveva preso questo suo ruolo con la serietà di un militare. Quando c'è stata l’incoronazione di Elisabetta nel 1953, anche Filippo ha fatto un giuramento come suo consorte: ha promesso di esserle fedele per tutta la vita, come innamorato, marito, braccio destro. A un suo segretario personale ha detto: 'Sappi che anche io ho un lavoro, quello di sostenere la Regina e non deluderla mai' ".

Questo è il primo 20 novembre, dopo 74 anni, che la Regina Elisabetta passerà senza il suo Filippo. Erano soliti festeggiare l’anniversario? Cosa le mancherà di più in questo giorno difficile?

"Sì, erano soliti ritrovarsi in famiglia, anche se Filippo non amava i festeggiamenti: li riteneva un’inutile perdita di tempo. Quest’anno non è previsto nessun evento. In questo 20 settembre Elisabetta avrà la mente al suo grande amore, la sua 'roccia', il suo sostegno per tutti questi anni. Le peserà stare da sola, ma il suo pensiero è ormai proiettato verso il 2022, anno del Giubileo di Platino. Immagino che durante il loro ultimo saluto, nell’aprile dell’anno scorso, il principe Filippo l’abbia invitata a continuare il lavoro fino in fondo. Probabilmente anche per questo abbiamo visto in questi mesi una Regina sempre sorridente, consapevole di essere ancora sulla Terra per un motivo".

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