Ghali, il ritorno è una "Sensazione Ultra"

Il rapper milanese apre al pop: "Io al Festival di Sanremo? Perché no?"

Ghali, il ritorno è una "Sensazione Ultra"

Pronti via, Ghali riparte. È appena uscito il suo disco Sensazione Ultra che in qualche modo celebra simbolicamente il ritorno alla normalità proprio come il precedente disco è stato senza volerlo lo starter per l'antinormalità, ossia il lockdown: «Il giorno dopo l'uscita di Dna nel 2020 si è parlato per prima volta di zona rossa».

Come tanti altri artisti, questo spilungone 28enne ha sfruttato l'isolamento per scoprire nuovi suoni: «Ho lavorato in studio e sono rimasto tanto tempo da solo».

Il risultato è un disco che prova a volare più alto e ad allargare l'orizzonte musicale di uno dei giovani (t)rapper italiani più capaci di mescolare influenze e sensibilità come aveva già fatto con il brano che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, ossia Cara Italia del 2018 (anche se gli spot per una nota catena di hamburger avevano fatto temere una «normalizzazione»). In poche parole, Ghali Amdouni conosciuto da tutti come Ghali, milanese figlio di genitori tunisini, viaggia su di una corsia parallela rispetto all'autostrada rap (il tour parte il 20 luglio e si chiude al Milano Rocks il 10 settembre). E più che i suoi featuring, in parte prevedibili (Marracash, Madame, Axell, Baby Gang e Digital Astro), a confermarlo sono prima i testi, meno volgari e più ricercati rispetto alla media, e poi soprattutto la ricerca sia nei beat che nei suoni e nelle intuizioni di produzione, che sono decisamente internazionali. In più, volendo, le nuove canzoni di Sensazione Ultra hanno una chiave d'accesso più mediorientale, e non soltanto per le origini di Ghali: «Volevo qualcosa che suonasse diverso», dice. Non a caso per l'album ha lavorato anche con Nabil Elderkin, già direttore dei video di Dua Lipa e Kayne West che per Ghali ha firmato la copertina. E se le canzoni parlano quattro lingue (inglese, francese, arabo e italiano) a Ghali manca però la lingua sanremese: «Non ho mai escluso di partecipare a Sanremo. Se capita il pezzo giusto perché no?». E in effetti l'Ariston potrebbe diventare la nuova tappa di un (t)rapper che rimane personale pur giocando nel campionato dell'omologazione. PG

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