Ghali svela: "Vestire bene? Una garanzia in più per essere integrati"

In una lunga intervista, il cantante di origini tunisine ha raccontato la difficile battaglia per l’integrazione, cominciata dal suo modo di vestirsi e su "Tolo Tolo" spiega: "Accontenta tutti"

Il prossimo 20 febbraio uscirà il nuovo album di Ghali "Dna", un lavoro discografico dove, per la prima volta, Ghali confessa: "Tiro fuori me stesso in modo profondo. Ancora di più si capisce quali sono le miei radici, quelle italiane e quelle arabe, e i viaggi fatti in questi mesi: scendiamo in Africa e poi saliamo in Nord Europa". Una ricerca costante in ogni direzione, nella vita privata e in quella professionale, che Ghali ha cominciato da giovanissimo e che riguarda anche, e soprattutto, l’integrazione.

Intervistato da "Il Corriere della Sera", il cantante ha confessato di esser pienamente consapevole di non poter piacere a tutti ma di esser aperto al confronto: "Comprendo che chi è cresciuto in un contesto tradizionale e senza contaminazioni possa avere delle resistenze: in Italia abbiamo cominciato a mischiarci adesso. Quando penso a chi mi attacca mi vengono in mente quelle tribù dell’Amazzonia che vedono un drone volare e cominciano a scagliare le frecce in cielo".

Ghali, che oggi è diventato un’icona pop musicale anche per il suo look, ha svelato che la passione per la moda è nata da ragazzino, strumento utile per permettergli di integrarsi nella comunità: "Mia madre ci teneva molto che io fossi sempre impeccabile: quando ero piccolo gli immigrati venivano visti in un certo modo, essere in ordine era una garanzia in più per essere integrati. Mi ricordo che mi cambiava anche più volte al giorno: la mia famiglia non aveva titoli di studio e la mentalità era quella del presentarsi bene, anche se i soldi in casa scarseggiavano".

Uno stile che non ha sempre dato i frutti sperati visto che, in alcuni casi, questa sua attenzione al look, fatta di abiti firmati e costosi, lo ha messo anche in cattiva luce: "Una volta gli insegnanti hanno convocato mia madre per chiederle come mai io indossavo capi così lussuosi. Pensavano probabilmente che ci fosse qualcosa di losco dietro". Ghali, al secolo Ghali Amdouni, a soli 27 anni è riuscito a scalare le classifiche partendo da Youtube, dove il popolo del web lo ha fatto esplodere come artista. In tema di integrazione il rapper ha detto la sua anche su uno dei film più discussi degli ultimi tempi proprio in fatto di integrazione, "Tolo Tolo", per il quale avrebbe visto bene la sua canzone "Combo" come parte della colonna sonora della pellicola di Checco Zalone: "L’ho visto il primo giorno che è uscito nelle sale. L’ho trovato bellissimo: una storia semplice e romanzata per far capir il percorso di queste persone. Un film che accontenta tutti: il razzista che pensa che Checco sia serio quando usa la sua ironia intelligente. E tutti gli altri che pensano come sia ridicolo essere razzisti".

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