"Razzismo e supremazia dei bianchi": le accuse a Gran Torino

Gran Torino è un film che è stato accolto con favore da pubblico e critica: ma contro di esso e contro il protagonista Clint Eastwood sono piovute pesanti accuse di razzismo

"Razzismo e supremazia dei bianchi": le accuse a Gran Torino

Gran Torino è il film diretto e interpretato da Clint Eastwood che andrà in onda questa sera alle 20.59 su Iris. Il titolo del film si riferisce al modello automobilistico della Ford, la Gran Torino appunto, che andava molto di moda negli anni Settanta e che è diventata nota al grande pubblico perché era lo stesso modello usato all'interno dell'iconica serie Starsky & Hutch.

Gran Torino, la trama

Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un veteranno della guerra di Corea con origini polacche che sta affrontando il difficile lutto legato alla recente morte dell'amata e devota moglie. Dopo una vita passata a lavorare come operaio della Ford, Walt adesso è in pensione e passa il suo tempo prendendosi cura della sua Gran Torino e sfogando il proprio odio razziale, soprattutto verso gli asiatici, dovuto anche alla sua permanenza in Corea. Tra i pochi bianchi rimasti nel quartiere popolare in cui vive, Walt finisce suo malgrado nel farsi coinvolgere dai vicini, una famiglia di origine Hmong, e soprattutto dal più piccolo, Thao (Bee Vang).

Il ragazzo, infatti, comincia a lavorare per Walt come "punizione", dopo aver cercato di rubare la sua Gran Torino come gesto d'iniziazione per una banda criminale di cui fa parte anche suo cugino. Banda che perseguita Thao, anche con atti di vero e proprio bullismo, soprattutto perché il ragazzo non vuole entrare nella gang. Incredibilmente sarà proprio Walt - che nel frattempo ha scoperto anche di avere un tumore ai polmoni - a occuparsi di Thao e di sua sorella Sue (Ahney Her) e quello che era iniziato come un rapporto dominato dal razzismo diventerà una grande e inaspettata amicizia.

Le accuse di razzismo contro Clint Eastwood e il film

Quando arrivò al cinema nel 2008 Gran Torino fu accolto con enorme favore da parte del pubblico e della critica. Il film di Clint Eastwood aveva dalla sua un forte protagonista dall'alto senso dell'onore e provvisto di quell'atteggiamento quasi menefreghista che gli permetteva di affrontare il pericolo senza alcun segno di paura. Nonostante questa accoglienza più che calorosa, sul film cominciarono presto a piovere le prime polemiche, la più importante delle quali fu perpretrata proprio dalla co-star Bee Vang. Secondo quanto riporta il sito dell'Internet Movie Data Base, Bee Vang asserì che il cast di etnia Hmong venisse tenuto separato dal resto del cast, a dispetto di ogni tentativo fatto per integrarsi.

Allo stesso modo l'attore si lamentò che ogni richiesta da parte del cast Hmong di correggere gli errori sugli stereotipi della loro etnia venne sempre ignorata. Bee Vang inoltre ricordò come lui e gli altri attori Hmong non furono invitati a una partita di baseball a cui prese parte tutto il resto del cast artistico e tecnico. Secondo Vang il mancato invito era dovuto al fatto che, a causa del razzismo presente sul set, tutti erano convinti che gli attori Hmong fossero immigrati e perciò non sapessero nulla dello sport nazionale degli Stati Uniti. Per mantenere il punto Bee Vang partecipò più tardi a una parodia di Gran Torino intitolata Thao Does Walt, nella quale l'attore interpretava un vecchio uomo di etnia Hmong in compagnia di un ragazzino caucasico, sottolineando il razzismo che, secondo lui, era presente nel film originale.

La polemica di Bee Vang non si è fermata dopo l'uscita del film: nel 2021, infatti, egli ha scritto una lettera aperta per la NBC News per parlare del profondo razzismo anti-asiatico esploso negli Stati Uniti a seguito della pandemia da Covid-19. In questa sorta di editoriale l'attore è tornato a parlare di Gran Torino, scrivendo: "È preoccupante il modo in cui il film ha reso mainstream il razzismo anti-asiatico, anche se ha aumentato la rappresentazione degli americani asiatici". Poi il co-protagonista di Gran Torino ha continuato dicendo: "Ad oggi sono ancora perseguitato dal divertimento del pubblico bianco, dalla sua risata fragorosa quando il personaggio razzista di Eastwood mi ringhiava contro degli insulti. È uno scherzo innocuo, no? Fino a che, però, non è solo uno scherzo, ma piuttosto un'altra scusa per ignorare la supremazia bianca e il razzismo".

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