Con "Il Grinch" torna al cinema il vero significato del Natale

Il primo film d'animazione di questa stagione natalizia è una delizia pensata per i bambini più piccoli ma gradevole anche per il resto della famiglia

Con "Il Grinch" torna al cinema il vero significato del Natale

Il Grinch, personaggio nato nel 1957 dalla penna di Theodor Seuss Geisel (alias Dr Seuss), torna per la terza volta sul grande schermo, dopo la trasposizione animata del 1966 e quella live-action del 2000 con Jim Carrey. Prodotto dalla Illumination Entertainment (quella dei "Minions"), il nuovo film che vede protagonista la celebre e scorbutica creatura è un tripudio di colori vivaci, tenerezza e clownerie, in cui momenti divertenti si alternano ad altri emozionanti.

Il Grinch (voce di Benedict Cumberbatch in inglese, di Alessandro Gassmann in italiano) conduce un'esistenza isolata col suo cane Max e detesta il periodo natalizio. Quando scopre che nel vicino villaggio gli abitanti si accingono a festeggiarlo in modo più opulento del solito, decide di correre ai ripari rubando il Natale.

Verde, imbronciato e nevrotico, il Grinch ricorda il misantropo Scrooge del dickensiano "Canto di Natale" ma in salsa comica. In questa nuova versione, poi, è spiegata l'origine della sua avversione alle Feste, vale a dire brutti ricordi legati a un'infanzia trascorsa in orfanotrofio. La sua non è malvagità pura, bensì una forma di difesa, la risolutezza a evitare ferite simili a quelle che a suo tempo gli restrinsero il cuore, letteralmente, di due taglie.

Semplice e chiaro nel linguaggio, il film presenta computer grafica di altissimo livello e temi sempreverdi come l’importanza della famiglia e della comunità, habitat naturali della condivisione e del conforto. E' indicato nel cambiamento il passo necessario per sconfiggere solitudine e fantasmi interiori e si suggerisce come dietro l'ostilità di tante persone ci sia più spesso sofferenza che autentica cattiveria. Tra una gag e l'altra viene mostrato come la gentilezza sia la chiave per aprire anche i cuori più duri e l'accettazione amorevole di chi è diverso sia il primo passo verso la sua pacifica inclusione.

"Il Grinch", col suo miscuglio gentile d'inventiva, sensibilità e ironia, è il miglior modo per insegnare ai più piccoli come il Natale non consista in addobbi e regali, ma nella preziosa occasione di trascorrere del tempo con i propri cari.

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