Guerra tra spie cubane: intrigante, ma di parte

Olivier Assayas con Penélope Cruz, Edgar Ramirez, Gael Garcia Bernal

Ispirata a fatti reali (leggere sull'argomento The Last Soldiers of the Cold War), il film di Assayas, passato in concorso a Venezia, è una intricata storia di spie cubane negli anni '90, lotta sottile tra il governo comunista di Castro e i dissidenti che volevano mettere in cattiva luce e soverchiare il regime castrista. Con gli americani che stavano a guardare, pur offrendo, a Miami, il terreno di questo scontro. Il pilota René (Edgar Ramirez) fugge, negli Usa, da Cuba, abbandonando moglie (Penelope Cruz) e figlia di 6 anni. In America, inizia a lavorare per la CANF, associazione di esiliati che vuol destituire Castro. Sarà raggiunto da altri compagni, anche se diventa difficile capire chi stia facendo il doppio gioco e chi sia sincero. In sostanza, un pretesto per raccontare le vicende degli agenti segreti di Castro infiltrati nella comunità degli esiliati in Florida, in particolare di quelli ribattezzati «I cinque eroi cubani». Il limite del film è che ti spinge, quasi inconsapevolmente, a parteggiare per queste spie castriste, spedite a Miami per scoprire e, possibilmente, sventare i piani, a volte sanguinari (viene mostrato l'attentato del 4 settembre 1997, nel quale perì il nostro connazionale Fabio Di Celmo, ucciso dall'esplosione della bomba piazzata dal terrorista anticastrista Luis Posada Carriles, nel bar dell'Hotel Copacabana a l'Avana), dei cubani contrari a Castro. Si accenna solo alle condizioni della popolazione cubana, ma non si parla, ad esempio, nello specifico, dei 600mila e passa cubani che scapparono da Cuba, negli anni '90, mostrando, invece, Fidel Castro, in un'intervista dell'epoca, quasi nei panni della «vittima». Insomma, l'equilibrio avrebbe giovato. Eppure, dal punto di vista spionistico, è un bel film, non facile da girare. Interessante anche come Assayas abbia saputo ben raccontare la scelta di vita di questi uomini, disposti a sacrificare le proprie inconsapevoli famiglie, per il bene di Cuba, finendo, proprio per questo doppio gioco, a passare pure da traditori, quali non erano. Insomma, per chi ama il genere spionistico, una buona pellicola che racconta un pezzo di storia non da tutti conosciuta.

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