Incendio a Stromboli, giallo sulle autorizzazioni della fiction con la Angiolini

Le autorità locali negano di avere rilasciato autorizzazioni per simulare un incendio sul set. Ma dalla società di produzione televisiva chiariscono: "L'accaduto sembra dovuto al caso ed all'imprevedibile"

Incendio a Stromboli, giallo sulle autorizzazioni della fiction con la Angiolini

Ci sono volute oltre sedici ore di incessante lavoro per domare il devastante incendio, che ha messo in ginocchio Stromboli e che ha mandato in fumo quasi metà della vegetazione dell'isola, distrutto alcuni fabbricati e messo a rischio l'incolumità della popolazione locale. Tutto per un rogo, presumibilmente acceso durante le riprese della serie televisiva Rai, che si stava girando a Stromboli da settimane e di cui è protagonista Ambra Angiolini. Ora che le fiamme sono state domate si cercano i responsabili ed è giallo sulle autorizzazioni.

Nel mirino della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, è finita la troupe della fiction, che da settimane si trova a Stromboli per le riprese e che si ipotizza abbia appiccato un rogo per effettuare alcune scene. "Saranno le autorità competenti ad accertare le responsabilità", aveva detto in mattinata il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Ma l'ipotesi che tutto sia scaturito dal set televisivo sembrerebbe più che fondata.

"Ogni operazione eventualmente eseguita, sulla quale sono in corso accertamenti, non era autorizzata in assenza della squadra dei vigili del fuoco". Così il Comando nazionale dei vigili del fuoco ha commentato la possibile responsabilità della troupe della serie Rai. Nella sceneggiatura, che la produzione ha inviato al responsabile emergenza dei Vigili del fuoco della regione Sicilia, non si fa menzione di incendi o roghi nelle riprese. "Nessuno ci aveva detto che lo avrebbero appiccato, altrimenti glielo avremmo impedito", hanno chiarito dal comando. Al momento nessuno è stato deferito all'autorità giudiziaria, ma il regista e altri addetti della produzione saranno ascoltati nelle prossime ore. I vigili non erano presenti sul set. Nessuna autorizzazione è stara rilasciata dal Comando e il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, nega di avere dato alcun nullaosta: "Io non ho dato alcuna autorizzazione alla troupe perché quell’area non è di mia competenza essendo una riserva naturale orientata e quindi sotto il controllo della forestale ma adesso vogliamo capire eventuali responsabilità e i nostri avvocati sanno cosa sì deve fare".

La società 11 Marzo Film Srl, che produce la fiction "Protezione Civile" con protagonista Ambra Angiolini, si difende: "Tutti i necessari permessi ed autorizzazioni erano stati richiesti ed acquisiti e la realizzazione di ogni scena era stata affidata a professionisti di sicura esperienza e competenza. Alla luce dei primi rilievi e dei dati raccolti sul luogo dell’incidente, l'accaduto sembra dovuto al caso ed all'imprevedibile". I fatti, però, parlano di un disastro ambientale vero e proprio sul quale la Commissione di Vigilanza Rai chiede di fare urgentemente chiarezza. Da viale Mazzini precisano che la Rai non ha "alcuna responsabilità nella produzione esecutiva della serie 'Protezione civile' nell'isola di Stromboli e l'attività non vede impegnati personale e mezzi dell'azienda". Parole che di fatto rimandano alla società 11 Marzo Film Srl.

Mentre le indagini proseguono, sull'isola c'è rabbia per quanto avvenuto. Un danno ambientale che supera di gran lunga quelli causati negli anni dal vulcano. Quando si è capito che l'incendio era sfuggito al controllo, gli isolani si sono rimboccati le maniche e si sono improvvisati pompieri. Nel cuore della notte, dalla vicina isola di Lipari, è salpato un traghetto della Siremar con automezzi e uomini dei vigili del fuoco. Mentre un elicottero e due canadair sorvolavano l'isola con quintali di acqua, i carabinieri della piccola stazione eoliana hanno lavorato senza sosta per ore per salvare residenti e turisti isolati dalle fiamme e evacuare attività e abitazioni. E ora chiedo chiarezza.

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