Iva Zanicchi, sketch virale con Netflix per Sanremo

Iva Zanicchi protagonista di uno scherzo targato Netflix: ecco come la cantante promuove "Suburra" nei giorni del Festival di Sanremo 2019

Iva Zanicchi, sketch virale con Netflix per Sanremo

Iva Zanicchi manda in delirio gli utenti Netflix con uno spot che coniuga "Suburra" e il Festival di Sanremo 2019.

Per comprendere cosa sia accaduto, bisogna fare un passo indietro. Il 4 febbraio, la cantante ha pubblicato sui suoi canali social un video in cui lamentava di non aver più la palma vinta cinquanta anni fa proprio a Sanremo: l’artista spiega nel filmato che la statuetta le è stata rubata. Per tre volte Zanicchi si è classificata prima nella kermesse che celebra la canzone italiana: la prima volta nel 1967, poi nel 1969 con il brano “Zingara” - in coppia con Bobby Solo - e infine nel 1974. Nessuno avrebbe immaginato che questa denuncia social di un furto fosse uno scherzo.

La seconda puntata di questa divertente storia è giunta ieri. Netflix ha rilasciato infatti un video promo molto particolare per "Suburra", la cui seconda stagione sarà online sulla piattaforma dal 22 febbraio.

Vi si può vedere il personaggio di Spadino - il capo omosessuale dei criminali rom della serie, interpretato da Giacomo Ferrari - giungere a un deposito con una lussuosa spider blu. Lì lo aspetta un regalo, che lui apre, venendo inondato dalla luce gialla come per il MacGuffin di “Pulp Fiction”. All’interno del pacco c’è la palma di Iva Zanicchi, con un biglietto per lui, che comprende cosa sia accaduto e fa una frenetica telefonata all’amico-nemico Aureliano Adami - nella serie Alessandro Borghi, ma nel video non si vede - il vero autore del furto. Spadino si mostra preoccupato, perché Zanicchi è una cara amica della sua mamma ed è arrabbiata per non essere stata invitata in quest’edizione di Sanremo. A questo punto, la cantante fa irruzione nel deposito con addosso un misterioso domino e si riprende ciò che le appartiene, oltre alla spider di Spadino - consigliandogli poi di tagliarsi i capelli, per non assomigliare a Bobby Solo.

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