"Locke&Key" porta i grandi e piccoli in mondi fantastici

La fiction Netflix racconta le avventure di una famiglia che trova le chiavi della magia

Una storia a metà fra horror e fantasy. Così i creatori di Locke & Key hanno definito il fumetto edito in Italia da Magic Press e ora diventato una serie televisiva, disponibile su Netflix, e che vede protagonisti Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones e Jackson Robert Scott, nei rispettivi panni di Nina Locke, una giovane madre vedova e dei suoi tre figli, Tyler, Kinsey e Bode che, dopo la morte violenta del marito e padre, vanno a vivere nella casa di famiglia, una enorme villa popolata di strani misteri e nella quale è nascosto un certo numero di chiavi magiche.

I produttori della serie ritengono che definire la serie solo horror e fantasy sia riduttivo, per Meredith Averil e Carlton Cuse si tratta di un titolo che attraversa più generi: è un dramma familiare, una storia di ragazzi che affrontano la crescita, un murder mistery e certo, anche un fantasy dalle tinte horror. «Per questo riteniamo che la storia raccontata in Locke & Key possa piacere a grandi e piccoli». Netflix è sempre alla ricerca di novità e titoli capaci di riunire la famiglia di fronte allo schermo in un'epoca in cui la fruizione dei contenuti televisivi è diventato un fatto quasi privato, ognuno da solo di fronte al proprio computer: «Crediamo sia importante ritornare a fare dello schermo il focolare domestico che la tv generalista è stata per anni dice Meredith Averil produttrice esecutiva per questo ci piaceva l'idea di una serie capace attrarre gli adulti, grazie al mistero da risolvere che riguarda la morte del patriarca, e i ragazzi che invece saranno catturati dall'aspetto fantasy o horror della storia».

Se buon sangue non mente le basi per un ottimo horror ci sono: Joe Hill, uno dei due creatori del fumetto cela la sua identità dietro un cognome inventato. È infatti il figlio di Stephen King, nome decisamente pesante da portare se vuoi scrivere storie dell'orrore. Egli stesso si è definito più volte un romanziere fallito sino a quando non si è dedicato ai fumetti e infatti Locke & Key si è rivelato un successo che ora i vertici di Netflix hanno voluto fare loro. Gli ingredienti ci sono tutti: c'è una casa che nasconde molti misteri, il rapporto fra adulti e ragazzi fatto di varie difficoltà nella comunicazione e una serie di chiavi incantate che possono fornire a chi le possiede infiniti poteri. C'è la chiave ogni-dove, che ti porta dove vuoi, la chiave cambia-faccia, quella apri-testa che ti consente di entrare nei pensieri altrui. I protagonisti della storia, come quelli del fumetto scopriranno le chiavi e, uno a uno, i segreti della casa paterna, che il genitore scomparso evitava accuratamente di frequentare. Passo dopo passo in dieci episodi cercheranno di sopravvivere ai tranelli dell'ambiente che li circonda e di scoprire cosa si nasconde dietro la violenta morte del genitore. Derby Stanchfield che interpreta la madre Nina, spiega di non aver mai letto i fumetti prima e di averli apprezzati solo in seguito: «Quando la storia entra nel vivo e si avvia verso sentieri più bui allora c'è un maggiore parallelismo fra fumetti e quello che raccontiamo con la nostra serie». Anche Connor Jessup, che interpreta Tyler, non conosceva il fumetto: «Quando sono stato scritturato ho iniziato a leggerli e mi sono piaciuti così tanto da farlo avidamente, uno dopo l'altro, poi ho letto i copioni delle prime tre o quattro puntate, volevo fare un raffronto preciso. Lo show va in una direzione differente, ci saranno molte sorprese e posso dire che c'è anche una differenza di stile. Il fumetto è davvero molto dark, la nostra versione assomiglia più a Stranger Things. È qualcosa che un ragazzino adolescente può vedere senza rimanere traumatizzato e, proprio come Stranger Things, si adatta al suo pubblico con diverse due chiavi di lettura, una per gli adulti, un'altra per i ragazzi».