Marco Carta vola in Grecia dopo il furto

Il cantante è ancora scosso per quanto accaduto tra venerdì e sabato. Dopo l'arresto e la successiva scarcerazione ha avuto bisogno di cambiare aria

Il cantante Marco Carta si sta godendo la sua ritrovata libertà: dopo l’arresto per furto aggravato e la conseguente scarcerazione, ha deciso di partire per la Grecia.

Sul suo profilo, a partire da domenica 2 giugno, sono comparse delle Instagram stories che lo vedrebbero aggirarsi, come un normale turista, per le strade di Mykonos, l’isola appartenente all’arcipelago delle Cicladi. Non è dato sapere se il viaggio fosse stato già organizzato o meno, ma la coincidenza è alquanto eclatante. Marco Carta si era detto molto "scosso" per l'accaduto: sembrerebbe, quindi, più una fuga improvvisa dai media, in attesa che si calmino le acque.

Sabato scorso si è diffusa la notizia del suo arresto, per aver rubato dalla Rinascente di Milano sei magliette del valore di 1200 euro. Il cantate si è sempre professato innocente ed effettivamente i giudici per ora gli hanno dato ragione. L’unica responsabile dell’accaduto sembrerebbe essere la donna di 53 anni che accompagnava Marco Carta. Nonostante questo, il cantante rimane indagato a piede libero ed è stato rinviato a giudizio per concorso in furto aggravato. La prima udienza è stata fissata per settembre.

A “incastrarlo” in questo limbo ci sono le testimonianze di diverse persone presenti nel negozio, che non avrebbero confermato la sua versione dei fatti. Marco Carta e la sua amica erano sotto osservazione da tempo, a causa di un comportamento ritenuto dai commessi “anomalo”. "Vedevo entrambi i soggetti prelevare delle maglie al primo piano e con le stesse salire con le scale mobili fino al terzo piano; fatto ciò, li vedevo entrare nei camerini di prova, dove rimanevano svariati minuti. In questa fase, la donna restava fuori e passava le maglie al ragazzo che si trovava all’interno. Finito di passare tutte le maglie, la donna dava la propria borsa personale al ragazzo, che poco dopo usciva dai camerini. Notavo che in mano non avevano più le maglie prelevate", avrebbe raccontato un commesso a Fanpage.

Poi Marco Carta e la donna si sarebbero recati al quarto piano, sarebbero andati in bagno e usciti velocemente. Avrebbero pagato solo alcuni degli articoli provati, ma delle sei maglie non c’era più traccia, fino allo squillo degli allarmi antitaccheggio. La refurtiva è stata trovata nella borsa della 53enne mentre nella toilette sono stati rinvenuti i cartellini delle magliette. La versione sarebbe stata confermata anche da un addetto alla sicurezza sentito da Repubblica.

Fino a quando non verrà dimostrata la sua totale estraneità ai fatti, per Marco Carta l’ideale sarebbe stare lontano da casa, dai media e soprattutto dai social.

Un vecchio proverbio diceva "male non fare, paura non avere". Ho continuato a ripetermelo in attesa di vedere il magistrato e ho fatto bene a ripetermelo e ad aver fiducia nella magistratura che ha riconosciuto la mia totale estraneità ai fatti. Sono molto scosso in questo momento e spero e mi auguro con tutto il cuore che la stampa e il web diano alla notizia della mia estraneità al reato di furto aggravato la stessa rilevanza che hanno dato all'arresto. In questi casi quando sai di essere ingiustamente accusato pensi alla tua famiglia e alle persone a te care che leggono notizie e si allarmano e soffrono inutilmente. Vi prego di restituire a loro la serenità che meritano. Sono una persona onesta e certamente non rubo. Grazie ancora e spero mi aiutiate per me e per loro a fare chiarezza.

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