Matteo Macchioni, primo tenore di Amici: "Alla tv ho preferito la lirica"

Ancora prima di Alberto Urso è stato Matteo Macchioni il primo a proporre la lirica al talent show di Maria De Filippi. Acclamato nei teatri d'Europa e ben accolto alla Scala di Milano, Matteo è il protagonista della nostra rubrica “Gli ex di Amici”

Matteo Macchioni ad “Amici di Maria De Filippi”, nel 2010, ha spiazzato tutti perché è stato il primo tenore a calcare il palco dello studio del talent show. In finale si è classificato al quarto posto, nessun rimpianto. Da allora hai inciso un disco pop-lirico per Caterina Caselli e poi la decisione di sposare la lirica per sempre. Dal 3 dicembre Macchioni torna in Italia con i “Concerti di Natale”. Quattro appuntamenti di musica sacra nelle storiche chiese di Modena, Treviso, Firenze e Roma. Per l’occasione Matteo sarà accompagnato dalla pianista Mirca Rosciani, il soprano Francesca Tassinari e il violinista Gennaro Desiderio.

Ormai sei sempre in giro per l'Europa. Prima in Germania, poi in Danimarca sul palco di teatri prestigiosi per interpretare importanti personaggi di opere liriche mozartiane. Qual è il tuo bilancio?

“Sono molto contento di quello che mi sta succedendo in questi anni. Sto riuscendo a portare la mia voce in giro per il mondo, soprattutto in l'Europa. Per noi cantanti italiani portare la nostra voce all'estero è molto importante, anzi fondamentale”.

Un tuo punto di forza?

“La voglia di migliorare, che poi è lo spirito che guida un po' tutti noi che portiamo la voce italiana all'estero, la voglia di fare e contare qualcosa. Cerco sempre di studiare e continuo a perfezionarmi, soprattutto se mi viene offerta la possibilità di cantare ruoli importanti, poi arrivano i contratti e le grandi soddisfazioni. Ricordo che quando sono andato a Copenaghen per la prima audizione con la mia bella valigetta, volevo farmi ascoltare a tutti i costi. Oltre alla passione c'è anche un lavoro per il perfezionamento della lingua inglese. È vero che l'opera spesso canta in italiano, ma per lavorare con il regista e il direttore orchestra dondamentale è saper parlare in inglese.

Nel 2017 hai cantato al Teatro alla Scala di Milano ne “La gazza ladra” di Rossini, diretta da Riccardo Chailly per la regia di Gabriele Salvatores. Cosa ricordi di quella esperienza?

“Per un giovane avere la possibilità di entrare alla Scala per la seconda volta è un qualcosa di straordinario. Non subito con un ruolo principale, perché puoi bruciarti immediatamente. Sono stato trattato benissimo da tutti, il maestro Riccardo Chailly è stato straordinario, così come la grande fortuna di confrontarmi con Salvatores, che è una persona squisita. Insomma nonostante la nomea e i gossip malevoli che circondano la Scala, io posso dire che mi sono trovato benissimo con tutti”.

Facciamo un salto nel passato. Nel 2010 hai partecipato ad “Amici”, quarto classificato in Finale, ma soprattutto sei stato il primo tenore nella storia del programma...

“È una verità incontrovertibile che io sia stato il primo tenore di 'Amici'. Ho interpretato crossover pop-lirica e anche qualche aria di lirica, accompagnato dall'orchestra di Beppe Vessicchio. Devo dire che quella esperienza appartiene ormai al mio passato remoto e la ricordo con una grande gioia. È stato solo il punto di partenza, ho continuato a studiare ed è una delle cose che ho capito, quando ero lì dentro la scuola. Perché quando sono arrivato ad 'Amici' non sapevo ancora cosa fare nella vita. Ero un pianista e avevo la passione per il canto lirico. Poi ci sono voluti anni per perfezionarmi, ho fatto diversi concorsi per farmi conoscere... Comunque ringrazierò sempre Maria De Filippi che mi ha dato la grande occasione di farmi conoscere e cantare”.

Hai anche anche inciso un disco, prodotto dalla Sugar di Caterina Caselli, esperienza chiusa col pop?

“È stata una bella esperienza parallela al mio percorso di cantante di opera lirica. Poi ho preso un'altra strada”.

Dentro la scuola di “Amici” ti definirono “finto buonista”, perché questa accusa?

“(Ride, ndr) C'è una percezione diversa tra quello che succede nella casa e in televisione. Io ho sempre rigato dritto per la mia strada. Sono buono, non buonista”.

Sei rimasto in contatto con qualcuno degli allievi di quell'anno?

“Non ho più rivisto nessuno, anche perché avevo deciso, subito dopo il programma, di dedicarmi solo all'opera. Per questo tipo di percorso, non ho avuto bisogno di tornare in tv. Però ho visto e apprezzato il grande successo che ha ottenuto Emma, la grande carriera di Enrico Nigiotti e l'exploit di Stefano De Martino in tv. Sono davvero contento per loro”.

Ti è piaciuto Alberto Urso?

“Mi è piaciuto quello che ha proposto: il crossover tra pop e lirica. Da tenore ha una bella voce pop. Ma i due ambiti, come sappiamo, sono ben definiti e netti”.



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