Il miglio verde, un film pieno zeppo di errori

Il miglio verde è una delle trasposizioni cinematografiche più amate da Stephen King: ma il film è anche pieno di errori

Il miglio verde, un film pieno zeppo di errori

Il miglio verde è il film tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King che andrà questa sera in onda alle 21.27 su Rete 4. il film è diretto da Frank Darabont, famoso per essere stato alla guida della serie The Walking Dead diventato un vero e proprio fenomeno cult.

Il miglio verde, la trama

Paul (Tom Hanks) è una guardia che lavora nel braccio della morte del carcere di Cold Mountain. L'anno è il 1935 e il braccio della morte viene chiamato miglio verde perché il percorso che conduce alla sedia elettrica è caratterizzato da un linoleum di una strana sfumatura dello stesso colore. Sebbene la prigione sia destinata a carcerati che attendono la morte, l'atmosfera sembra molto tranquilla. Tutto, però, cambia, con l'arrivo di tre personaggi chiave. Il primo è il viziato e raccomandato Percy Wetmore (Doug Hutchinson), un poliziotto fatto entrare nel braccio della morte grazie al potere del padre. Il ragazzo non ha una vera ambizione alla giustizia, ma usa la sua uniforme per nascondere il suo lato più sadico e crudele. Il secondo arrivo è quello di Wild Bill Wharton (Sam Rockwell), un omicida che sembra essere fuori controllo e che porta il caos nel braccio della morte. Ma a colpire maggiormente Paul è John Coffey (Michael Clarke Duncan), un uomo massiccio e afroamericano che è accusato di aver ucciso due bambine. Eppure Paul non riesce a vedere della crudeltà nell'ultimo arrivato e non riesce a credere alla sua colpevolezza. Il rapporto tra la guardia e il carcerato diventa sempre più stretto finché Paul non scoprirà cos'è che rende straordinaria l'esistenza di John Coffey.

Le differenze tra il film e il libro

Secondo quanto riportato dal sito dell'Internet Movie Data Base, Stephen King avrebbe definito Il miglio verde come la trasposizione più fedele che sia mai stata fatta della sua opera letteraria. A differenza di quanto era accaduto con Shining, ad esempio, lo scrittore del Maine amò moltissimo il film di Frank Darabont. Nonostante questa dichiarazione Il miglio verde presenta alcune differenze rispetto al romanzo da cui è tratto. A partire proprio dall'anno in cui si svolgono i fatti: Stephen King aveva ambientato la sua storia nel 1932, ma la produzione del film scelse di spostarla in avanti al 1935. La ragione dietro questa scelta è che nel film doveva apparire un'altra pellicola, Cappello a Cilindro, che è uscita proprio nel 1935. Nel libro, inoltre, fa il suo ingresso in scena Brad Dolan, un malvagio inserviente che lavora nella casa di riposo dove il personaggio di Paul è andato a vivere la sua vecchiaia. Brad Dolan è cattivo, spietato e non perde occasione per perseguitare il povero vecchio. Il miglio verde ha invece scelto di non inserire questo personaggio e di eliminare tutte le scene ambientate nel presente.

Inoltre nel film manca un passaggio fondamentale: per dimostrare la presunta innocenza di John Coffey, Paul porta all'attenzione di tutti il fatto che l'uomo non riesca ad allacciarsi e annodare il laccio della scarpa. Senza questo passaggio, nel film pare che il personaggio di Tom Hanks semplicemente "senta" che l'altro sia innocente. Tra le altre differenze tra libro e film, come riportato da ScreenRant, non si può non sottolineare anche il modo di trattare la morte. Durante Il miglio verde lo spettatore assiste a un'esecuzione sulla sedia elettrica. Nel libro questa scena è agghiacciante e porta il cadavere del detenuto ad essere divorato dalle fiamme blu causate da una specie di cortocircuito. Una scena a dir poco raccapricciante, che è stato scelto di non mostrare. Così come viene modificato il destino di Mr. Jingles, il topolino diventato una sorta di mascotte del carcere. Nel libro l'animale ha una sorte decisamente diversa da quella, più da lieto fine, che viene mostrata nel film.

Gli errori de Il miglio verde

Nonostante sia sempre stato un film molto amato, tanto dalla critica quanto dal pubblico, Il miglio verde non è comunque esente da errori, molti dei quali hanno a che fare con delle incongruenze narrative, come il fatto che nelle prime inquadrature del film si veda la bandiera americana morderna, mentre più avanti allo spettatore viene mostrata una bandiera degli Stati Uniti ai tempi della guerra nel Vietnam, come riporta Bloopers. Tuttavia a catturare l'attenzione sono soprattutto gli anacronismi. Se da una parte la produzione è stata attenta a spostare tre anni in avanti la vicenda per poter utilizzare la pelliccola Cappello a Cilindro, la stessa accortezza non è stata usata per dettagli più piccoli. Ad esempio, nel braccio della morte il tempo viene scandito da un orologio al quarzo: strumento che non venne inventato prima degli anni '60, per cui era pressoché impossibile usarlo già negli anni '30. Stesso discorso per le uniformi che le guardie indossano e che non venivano utilizzate ai tempi in cui il film è ambientato.

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