Dopo WandaVision arriva la nuova serie Marvel su Disney+

Dal 19 marzo si torna nell'universo Marvel con Falcon and The Winter Soldier. Su Disney+ debutta la seconda serie tv legata ai personaggi dei fumetti nati dalla fantasia di Stan Lee

Dopo WandaVision arriva la nuova serie Marvel su Disney+

L’egemonia della Marvel? È inarrestabile. Per un’intera decade i personaggi nati dalla fervida immaginazione di Stan Lee hanno popolato il grande schermo, ora grazie alla piattaforma di Disney+, arrivano in tv e sul web. Dopo il grande successo ottenuto da WandaVision, dal 19 marzo è disponibile la prima stagione di Falcon and The Winter Soldier. Suddiviso in sei episodi da un’ora ciascuno, che saranno caricati ogni venerdì, il puzzle della Marvel si arricchisce di un nuovo e interessante tassello. Alla luce del solo primo episodio, la nuova serie incentrata sul personaggio di Falcon (Anthony Mackie) e il Soldato d’Inverno (Sebastian Stan) ha buone premesse per diventare un altro piccolo (ma grande) successo della “Casa delle Idee”.

Di cosa parla la serie tv

Come è accaduto per WandaVision, anche Falcon and The Winter Soldier è ambientato dopo la conclusione di Avengers: Endgame. Mesi dopo la morte di Thanos, i sopravvissuti alla battaglia finale cercano di riannodare i fili della loro esistenza. Sam Wilson, alias Falcon, ha ricevuto in eredità la scudo di Captain America, ma non si sente degno di poter indossare un cimelio di questa importanza, e cerca di dare il meglio di sé aiutando i più deboli e aiutando sua sorella che è sommersa dai debiti. Bucky, invece, è in balia di se stesso. Sopraffatto dal passato e dalle malefatte che ha dovuto compiere quando era prigioniero dell’Hydra, cerca di espirare i suoi peccati e raggiungere una nuova normalità. Ma non sarà così semplice. Nello stesso momento, Falcon si trova ad indagare su gli Spezzabandiera, una nuova cellula terroristica che sta facendo tremare l’Europa.

Il primo episodio è stato molto introduttivo. Non si fa leggere subito e ancora non scopre le sue carte. I due personaggi procedono su due percorsi differenti, quindi per avere un’opinione d’insieme non resta che aspettare l’evolversi della vicenda. In prima battuta, però, già si notano le prime caratteristiche peculiari di Falcon and The Winter Soldier. Si presenta come un cop-movie vecchio stile, in cui a trionfare è l’azione e il divertimento. Una serie intimistica, introspettiva (al punto giusto), ma dalla narrazione più lineare rispetto all’esempio fuori dagli schemi di WandaVision.

Super-eroi in cerca di un’identità

Il personaggio di Falcon ha fatto la sua prima apparizione nel 1969, mentre quello del Soldato d’inverno risale al 1941, nel primo volume dedicato a Captain America. Nel fumetto, Sam ha la capacità di comunicare con gli uccelli e di volare attraverso l’utilizzo di arti artificiali. Bucky, invece, è il braccio destro di Steve Rogers. Creduto morto durante la seconda guerra mondiale è stato resuscitato e sottoposto al lavaggio del cervello, diventato poi un sicario dell’Unione Sovietica. Nella serie tv entrambi hanno avuto un restyling. Ad esempio, Falcon è un essere umano a tutti gli effetti e vola grazie ad un’armatura in vibranio. Bucky conserva le caratteristiche del suo alter-ego, ma nei film non finisce nelle mani dell’Unione Sovietica, bensì diventa un agente dell’Hydra, associazione terrorista occulta allo SHIELD.

Sia Falcon che Winter Soldier non hanno mai avuto nessun film a loro dedicato. Nella serie tv hanno la possibilità di emergere. Tra le righe si legge una attenta caratterizzazione dei personaggi, che non crea fratture con la mitologia Marvel. Sam e Bucky, consapevoli dei trascorsi, cercano di rimettere insieme i cocci della loro vita. Il primo vive all’ombra di Steve Rogers, il secondo affoga in un mare di dubbi e paure. Per il momento, la serie convince proprio per questo: è capace di ponderare il puro divertimento a un racconto sulla ricerca della propria identità. Le riprese sono iniziate nell’ottobre del 2019 in Georgia. A gennaio del 2020 si sarebbero dovute svolgere a Porto Rico, ma a causa della pandemia sono state rimandate fino a data da destinarsi. Ufficialmente si sono concluse a Praga nell’ottobre del 2020.

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